Firenze, 14 settembre 2017 - RICORDIAMO un po’ di storia delle vaccinazioni in Italia per capire perché siamo arrivati all’obbligo dei giorni nostri. In Italia era in vigore per tutti i nuovi nati l’obbligo per le vaccinazioni contro difterite, tetano, poliomielite, epatite B. Le altre vaccinazioni inserite nei calendari vaccinali in regime di offerta attiva e gratuita erano definite ”raccomandate”. Tale distinzione è, dal punto di vista scientifico e di sanità pubblica, anacronistica. In effetti, le vaccinazioni contenute nel Piano nazionale vaccini raccomandate sono tutte ugualmente importanti. Già 20 anni orsono fu posta in discussione la necessità di equiparare tutte le vaccinazioni del calendario vaccinale, rendendole o tutte obbligatorie o tutte raccomandate. Tuttavia, confidando nella progressiva maturazione del livello culturale, si ritenne allora che un intervento legislativo fosse in realtà superfluo. In effetti, la sanità pubblica ha sempre confidato nel fatto che la popolazione avrebbe accettato tutte le vaccinazioni allo stesso modo proprio perché ne era indubbia l’importanza e l’utilità. Non vi è dubbio che tutti noi preferiamo convincere e non costringere. Tuttavia, in presenza di una realtà, come quella attuale, ove una diffusa disinformazione determina un disorientamento dei genitori, si è reso indispensabile garantire l’effettuazione delle vaccinazioni per mantenere e migliorare lo stato di salute dei bambini attraverso forti azioni, come quelle previste dall’attuale Decreto legge. Quindi, le disposizioni dei recenti provvedimenti legislativi sono assolutamente condivisibili ed in linea con le raccomandazioni del Comitato Nazionale di Bioetica.

SI TRATTA di norme pensate per proteggere la comunità e in particolare: chi ha le difese immunitarie compromesse, i bambini piccoli, non ancora vaccinati, i bambini che pur essendo stati sottoposti a tutte le vaccinazioni raccomandate, non hanno sviluppato una risposta immunitaria sufficiente. Insieme a queste importanti iniziative, il cui unico obiettivo è la tutela della salute dei bambini, in particolare di quelli più deboli, e dell’intera popolazione, è necessario ovviamente continuare a e mettere in atto tutte le strategie necessarie per fugare i dubbi dei genitori, ascoltandoli con attenzione, manifestando comprensione per i loro dubbi e per le loro paure, e illustrando con chiarezza i gravi danni causati dalle malattie insieme ai modesti rischi derivanti dalla somministrazione dei vaccini e in questo la Regione toscana ha creduto in quanto ha affidato l’effettuazione delle vaccinazioni ai Pediatri di famiglia che costituiscono la categoria non solo in grado di effettuare l’atto vaccinale ma soprattutto una buona opera di informazione sanitaria.

* pediatra e responsabile per la Federazione Italiana Medici pediatri Toscana di vaccini e vaccinazioni