Firenze, 17 dicembre 2017 - Generalmente non ci accorgiamo di respirare né che il cuore batte. Invece se il cuore batte forte allora lo avvertiamo e lo sentiamo anche in gola. Il cuore ha la dimensione di un pugno, situato in mezzo al petto, più verso sinistra ed è l’organo simbolo dell’amore. Normalmente in una persona adulta si contrae 70 volte al minuto ma i suoi battiti possono arrivare a 100 e anche più. In tal caso si parla di palpitazioni o cardiopalmo quando i battiti del cuore sono più frequenti, talvolta regolari come nelle tachicardie altre volte irregolari come nella fibrillazione atriale. Le extrasistole o contrazioni premature, vengono descritte dal paziente come palpitazioni ma in tal caso la sgradevole percezione è di un colpo al petto o di un battito mancato. In generale le tachicardie sono conseguenza di un aumentato tono simpatico come si osserva negli stati ansiosi, nei soggetti facilmente irritabili, in casi di particolare stress. La frequenza del cuore aumenta durante la febbre e negli stati infettivi in genere, per uso di droghe o alcool, fumo di sigarette e consumo di caffè. Alterazioni del ritmo del cuore possono manifestarsi in chi soffre di ipertiroidismo o tiroiditi, carenza di potassio, nelle anemie o in chi assume farmaci come antiasmatici o decongestionanti nasali.

L’aumento della frequenza cardiaca in queste circostanze si esaurisce spontaneamente e in poco tempo. Se persiste, come in presenza di una malattia di cuore, occorre fare molta attenzione specie se la palpitazione si accompagna a dolori al petto, difficoltà a respirare, a perdite di conoscenza o vertigini.

Nella fibrillazione atriale il cuore batte irregolarmente. Questa temibile aritmia si può associare a mancanza di forza al braccio o alla gamba, a improvvisa perdita della vista e della parola come accade nell’ ictus cerebrale. In presenza di queste situazioni è necessario informare urgentemente il proprio medico. E’ il cuore quindi che regola la mente e conduce il gioco nella malattia. Si muore quando il cuore smette di battere. Tutti pensano che l’organo più complesso del corpo sia invece il cervello ma in realtà i meccanismi che regolano il cuore sono sicuramente più difficili da comprendere. Forse perché nei ragionamenti del cervello c’è razionalità, in quelli del cuore ci sono le emozioni.

* Stefano Grifoni, direttore pronto soccorso - Careggi Firenze