"Lo sapete che la prima causa di femminicidio nel mondo è l’aborto? E che ci sono Paesi in cui addirittura si uccidono con aborto bambine selettivamente scelte in quanto femmine? Per esempio in India. Condanniamo sempre la violenza, anche quando la sinistra non vuole e alza la voce perché non ha più argomenti". Ha scatenato un putiferrio il post di...

"Lo sapete che la prima causa di femminicidio nel mondo è l’aborto? E che ci sono Paesi in cui addirittura si uccidono con aborto bambine selettivamente scelte in quanto femmine? Per esempio in India. Condanniamo sempre la violenza, anche quando la sinistra non vuole e alza la voce perché non ha più argomenti". Ha scatenato un putiferrio il post di Lorenzo Gaasperinil capogruppo della Lega in Comune e Provincia e Coordinatore Federale Enti Locali della Lega Giovani. Un post pubblicato sulla sua pagina facebook all’indomani del 25 novembre, la giornata contro la violenza sulle donne.

I commenti all’affermazione di Gasperini, oltre 270, sono in stragrande maggioranza negativi, moltissimo da parte di donne che si sono sentire offese dal paragone, ma molti anche di uomini come quello di Sandro Devoti che risponde così: "Paragonare l’aborto al femminicidio è mancare di rispetto a chi ha vissuto e subito un lutto del genere, evidentemente per sua fortuna non conosce nessuno che si è ritrovato in queste situazioni, oppure la voglia di apparire e far clamore supera tutto il resto, che tristezza".

Il post è stato anche criticato dal Pd con una nota a firma di Valerio Fabiani della segreteria nazionale. "Che vorgogna – scrive Fabiani – per le parole che Gasperini ha rivolto alle donne. Parole in cui si permette di accusare proprio loro di femminicidio. Di paragonare un diritto a un crimine atroce. Di trasformare le vittime della violenza maschile nelle carnefici, per di più di bambini. Solo negli ultimi quattro giorni, sono stati quattro i nuovi femminicidi. A loro il signor Gasperini non ha dedicato un solo pensiero, nemmeno uno. In compenso ha pensato di offenderne la dignità, la loro e di tutte le donne vittime di violenza, delle botte e dello stalking".