Viviana Larice con Totò nel film 'La scommessa'
Viviana Larice con Totò nel film 'La scommessa'
Era la più grande di tutti. Viviana Larice, 92 anni, ci ha lasciati nel suo letto d'ospedale, pochi giorni dopo esser andata in scena per l'ultimo acuto a capodanno. Una vera signora del teatro, che aveva trascorso tutta la sua vita sul palcoscenico. Spesso a fianco dei più grandi. La ricordo con prodigiosa emozione vestire i panni della signora Penelope nelle meravigliose commedie labroniche di Beppe Orlandi. Ci lavorai insieme per la prima volta all'inizio del 'nuovo millennio' per una memorabile versione del capolavoro 'Li Sfollati' al teatro la Grand Guardia, e da quel momento in tante occasioni mi è capitato di condividere lo stesso copione con lei. Ed in ogni circostanza ho imparato molto, perchè Viviana era una talento incredibile, affinato da anni e anni di dura gavetta. Protagonista delle grandi riviste del passato, con Totò prima e Macario poi. Ma anche Nino Taranto, Carlo Dapporto, insomma signori, un pezzo di storia d'Italia. E anche nel cinema seppe far belle cose. Era una caratterista sublime, dotata di tempi comici assoluti; la rammento come spalla di Franco Franchi e Ciccio Ingrassia (002 Agenti Segretissimi, 1964), Totò (La scommessa, 1967) fino ad arrivare al ruolo che più di ogni altro le dette popolarità: l'ingombrante suocera 'soprano' di Oronzo Canà (Lino Banfi) nel film cult di Sergio Martino, 'L'allenatore nel Pallone'. Memorabile la scena in cui, novella fattucchiera, interviene con la magia 'nera' sul pallone della partita Udinese - Longobarda, per evitare che il fuoriclasse Zico potesse calciare, la domenica successiva, le sue temibili punizioni. In tempi recenti , Viviana, si era fermata a Livorno: 'non ho più l'età per fare la 'scavalca montagne', mi disse un bel giorno. Solo in un'occasione decise di rimettersi in gioco, e accettare una scrittura che la riportava in una compagnia di giro. Quella del 'Berretto a Sonagli', su invito di Sebastiano Lo Monaco. Ricordo questo fatto perfettamente, perchè fu proprio durante una replica del suddetto spettacolo alla Gran Guardia, che le venne fatta la proposta. Andammo insieme nei camerini a salutare Sebastiano (anche io ci lavorai a suo tempo), il quale disse:"Viviana ho bisogno di te per sostituire un'attrice che mi lascia". Un fatto che la lusingò, lei quasi ottantenne all'epoca. Ciao cara amica, mi volevi bene lo so. Me lo hai sempre detto, e stimavi le cose che facevo. L'ultima volta che ti vidi, al termine della rappresentazione di una mia commedia, mi sussurrasti all'orecchio : bravo continua così. Fu una grande iniezione di fiducia, perché non eri tipo da complimenti gratuiti. Ancor oggi ti ringrazio, e con me lo fanno tutti coloro che in questi ultimi anni hai supportato, coi quali hai collaborato, preziosi amici e compagni d'arte della tua amata città. E scusa il disturbo, perchè se non sbaglio, stai già provando qualche nuovo spettacolo dall'altra parte della barricata.    Simone Fulciniti