Giorgio Luxardo
Giorgio Luxardo

Livorno, 6 febbraio 2019 - "Viveva per l'arte. E fino all'ultimo ha continuato a scegliere insieme a noi familiari disegni, quadri e scritti che sognava di raccogliere in una monografia. Impegno che ci prendiamo ora noi, per rendergli un omaggio postumo". Lorena Luxardo ricorda così il padre artista Giorgio, scomparso nella giornata di lunedì e del quale si sono tenuti questa mattina i funerali, alle 11 al santuario di Montenero. "Avrebbe compiuto 82 anni a maggio - ricorda ancora Lorena - Era un purista, amante vero della pittura en plen air. Ci portava da piccoli sul Romito, con la tela e la tavolozza. Fin da ragazzo si era innamorato dell'arte, una passione che non lo ha mai lasciato. Nemmeno quando la malattia lo ha debilitato. Era un richiamo irresistibile, specie il lungomare dove spesso veniva accerchiato dai bambini incuriositi. E se non riusciva a finire un'opera perché particolarmente grande, tornava. Ma sempre scegliendo la stessa ora e cercando di intercettare la medesima condizione metereologica". Giorgio Luxardo iniziò a studiare negli studi dei maestri livornesi Gino Romiti e Ferruccio Mataresi: il primo a indirizzarlo verso un linguaggio figurativo legato alla tradizione dei Macchiaioli fu Renato Natali. "Non smetteva mai gli abiti del pittore, anche in viaggio vagava per i vicoli alla ricerca di scorci da inquadrare. Prima con le mani, poi sulla tela - conclude Lorena Luxardo - Realizzeremo noi familiari la sua monografia, che purtroppo ha sognato tanto e non ha potuto vedere".