Livorno, 16 aprile 2018 - Nelle zone turistiche comprese tra Rosignano Marittimo e le isole di Capraia ed Elba le fiamme gialle hanno fatto emergere un consolidato sistema di evasione nel settore immobiliare a carico di 445 persone. In questo sistema è stato appurato che 235 erano seconde case dichiarate come prime.

E 209 abitazioni venivano affittate in nero anche ricorrendo a fittizi comodati d'uso e compravendite con valori difformi. A conclusione delle verifiche, è stata segnalata ai Comuni competenti una base imponibile ai fini Imu sottratta a tassazione, determinata mediante il valore catastale delle unità immobiliari, pari ad oltre 24 milioni di euro, da cui è derivata un'imposta evasa stimata in circa 1,1 milioni di euro, cui applicare interessi e sanzioni.

Complessivamente sono state individuate 235 persone che, al fine di usufruire indebitamente delle agevolazioni in materia di tributi locali, avevano dichiarato di essere residenti mentre, di fatto, sono risultate risiedere in altre località. Tra le residenze fittizie individuate, la Guardia di finanza segnala, come esempio, quella relativa a una villa di pregio a Castiglioncello con sedici vani e relative pertinenze, del valore catastale di 450.000 euro ma dal valore di mercato di ben oltre un milione di euro, di fatto utilizzata esclusivamente dai proprietari nel solo periodo estivo.

Per quanto riguarda gli affitti in nero, sono 144 i proprietari di unità immobiliari, tra Livorno e i comuni della provincia, che pur avendo regolarmente percepito canoni di locazione per circa 1,7 milioni di euro, hanno omesso di dichiararli al fisco, mentre per ulteriori 54 contribuenti residenti fuori dalla provincia di Livorno, responsabili della stessa condotta, sono stati interessati i reparti della Guardia di finanza competenti per territorio, per canoni non dichiarati di oltre 500.000 euro.

Gli immobili complessivamente locati in nero sono stati 209. Infine, i controlli hanno evidenziato vendite immobiliari con corrispettivi maggiori rispetto a quelli dichiarati in sede di rogito notarile e sono state constatate, complessivamente, imposte sul reddito evase per circa 900.000 euro e un'imposta sul valore aggiunto dovuta e non versata per circa 350.000 euro. I sindaci dei Comuni a vario titolo interessati dall'inchiesta, sottolinea la nota, hanno espresso "soddisfazione per le attività poste in essere dalla Guardia di finanza, nel solco della proficua, realizzata sinergia e apprezzata, stretta collaborazione interistituzionale".

Monica Dolciotti