Il pioppo bianco di Porta a Mare
Il pioppo bianco di Porta a Mare

Livorno, 16 aprile 2021 - A Porta a Mare c'è mobilitazione per un albero. Sì, come scrive Rita Pucci in una lettera aperta al sindaco Luca Salvetti. La pubblichiamo e ne traiamo spunto per il dibattito della riqualificazione della zona.

"Vi scrivo per conto di un albero - si legge nella lettera -, un pioppo bianco per la precisione. Io mi chiamo Rita e abito a Porta a Mare, Livorno, da un po’; come tutti sappiamo, Porta a Mare sta diventando un grande centro di riqualifica urbana con la ristrutturazione del vecchio cantiere Orlando e la costruzione di nuovi nuclei abitativi. Ecco ,in quel grande cantiere aperto da molto tempo è nato un albero 10 anni fa che è cresciuto, ha superato inverni freddi ed estati torride, alluvioni, geli, libecciate, di tutto senza che nessuno lo aiutasse in alcun modo, senza essere annaffiato ne potato ne curato".

"Da piccolo alberello che era nel 2010 adesso è un albero adulto che fa parte del verde urbano - prosegue Rita -, ed è casa di molti piccoli volatili. Lui è unico in tutta Porta a Mare, e con unico non intendo magico, ma intendo il solo albero. Da sempre l'albero si trova dentro il cantiere sul confine della recinzione in via Edda Fagni e li cresce felice, ma ho il timore che, in seguito alla riqualificazione dell’area, verrà sradicato ed ucciso solo perché non è l’albero deciso in progetto".

"Con questa lettera vi chiedo di avere buon cuore e - continua Rita - nel caso l’albero sia stato designato alla morte, vi chiedo di salvarlo. Mi potreste dire che “verranno piantumati altri alberini al posto di quello” e io vi chiederei “perché?”, perché sostituire un albero già adulto e che ha dimostrato di resistere alle condizioni della zona, con dei nuovi alberini. Da un punto di vista economico, quell'albero è gratis, è nato e cresciuto da solo e non fa danni da nessuna parte, non è troppo debole da perdere rami, non è un albero che distrugge le strade, non chiede nulla".

"Da un punto di vista sentimentale - conclude Rita nella sua lettera - è un albero e merita come tutto quello che vive, di essere lasciato vivere. Comprendo le possibili necessità urbanistiche ma vi prego di pensarci."