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26 gen 2022

Sputi e botte al ragazzino perché ebreo, il padre: "Nessuno lo ha difeso in quel parco"

Il caso avvenuto a Venturina: "Dalle famiglie delle giovani che lo hanno insultato non è arrivato alcun messaggio di scuse"

immagine d'archivio Bullismo   FOTO/NEWPRESS
Bullismo

Campiglia Marittima (Livorno), 26 gennaio 2022 - "Ho finito le lacrime. Vedo mio figlio che cerca di togliere gli sputi dal suo giacchetto". Parla così il padre del bambino ebreo di 12 anni che domenica 23 gennaio è stato aggredito da due quindicenni con frasi terribili «Stai zitto, sei un ebreo, devi morire nei forni». Frasi agghiaccianti per le quali c'è stata una mobilitazione in tutta Italia. Frasi sulle quali è intervenuto anche il Ministro dell'Interno Luciana Lamorgese, condannado un episodio che riporta la mente a tempi bui. Il tutto nelle ore in cui si celebra la Giornata della Memoria

Accade a Venturina, frazione di Campiglia Marittima, zona sud della provincia di Livorno. Il padre ha sporto denuncia ai carabinieri. Le due ragazzine sono state identificate e del caso si occupa il Tribunale dei Minori di Firenze. Il piccolo è tornato a scuola ma il papà e la famiglia sono sotto choc. "Non bisogna far finta di nulla, ho detto tutto ai carabinieri - dice l'uomo - Cercheremo, anche tramite la scuola e la psicologa dell’istituto di farci aiutare, di avere assistenza. Ripensando all’episodio giuro che ho finito le lacrime. Rivedo mio figlio che cerca di togliere gli sputi dal giacchetto. Sono distrutto non ne posso più. Queste cose non devono più esistere. Per questo ho deciso di denunciare l’accaduto, quello che è successo a mio figlio non deve accadere più a nessuno".

Ma il padre si sofferma anche su un altro particolare. "Nessuno in quel parco pubblico dove è avvenuta l'aggressione ha detto nulla, nessuno ha difeso mio figlio. Non riusciamo a dare una spiegazione". Il bambino intanto è tornato a scuola e cerca di andare avanti. Nel cuore porta un episodio tremendo, drammatico, con le parole choc delle due quindicenni. 

"Credo - dice il padre - che serva agire ancora di più per spiegare ai ragazzi l’orrore dell’odio razziale, dobbiamo fare di più. E lo faremo tutti insieme, la solidarietà che stiamo ricevendo è un bel segnale".

 

 

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