Bidoni per i rifiuti (foto generica di repertorio)
Bidoni per i rifiuti (foto generica di repertorio)

Livorno, 17 marzo 2021 - In merito al video realizzato da un cittadino e pubblicato sull'edizione online del Telegrafo martedì 16 marzo (“I cassonetti devono essere rimessi dentro, abbiamo il tastierino numerico apposta”), riceviamo la puntualizzazione della Fp/Cgil provinciale di Livorno che pubblichiamo integralmente ringraziando per il chiarimento fornito.

"Esiste una legge sulla privacy che protegge la persona  - si legge nella nota -. Il video pubblicato non protegge l’anonimato delle figure riprese perché si fa riferimento al giorno, all’ora e alla via: è quindi possibile risalire alle persone coinvolte. Tali persone si riservano, in caso di eventuali contestazioni da parte dell’azienda o di altri di chiedere un risarcimento in prima istanza e di proseguire con una querela perché il video risulta lesivo della reputazione delle persone riprese.

"Dal video risulta evidente che i bidoni di raccolta dei rifiuti differenziati sono posizionati, all’interno dell’area condominiale, in maniera errata - chiarisce il sindacato -: la maniglia di presa infatti deve essere rivolta verso l’operatore così come da procedura e non verso il muro. Esistono procedure precise che determinano la movimentazione dei carichi che, se movimentati in modo scorretto, possono influire sulla salute del lavoratore. Facciamo presente che nel caso in questione così spavaldamente pubblicizzato con il video da questo signore, l’operatore avrebbe potuto anche non svuotare quel contenitore segnalandolo all’azienda, invece ha coscientemente preferito non creare un disagio".

"La vecchia amministrazione ha voluto imporre il PAP a tutti i cittadini in fretta - continua la nota - e senza confrontarsi né con i lavoratori né con gli utenti e per non perdere consensi ha concesso ai cittadini qualsiasi stravaganza, compreso il ritiro a domicilio. La prima ordinanza prevedeva l’esposizione dei bidoni sul suolo pubblico a carico degli utenti, prontamente variata alla prima lamentela. Nonostante l’esigenza di rivedere il PAP evidenziata anche alla attuale amministrazione ormai da tempo, niente è stato ancora fatto".

"Gli operatori Aamps possono anche sbagliare - prosegue la Fp/Cgil -, sono esseri umani che fanno un lavoro pesante e non sempre privo di pericoli (ad esempio raccolta Covid). Il rispetto verso chi lavora deve essere il presupposto principe, nella vita in generale e in questo caso in particolare. Il “signore” avrebbe potuto scegliere di scendere e chiedere spiegazioni al lavoratore e, nel caso, fare un reclamo all’ufficio preposto in Aamps. Invece è stato più semplice esporre alla gogna mediatica un lavoratore e di conseguenza anche l’Azienda per cui lavora, come veniva fatto nel Medioevo, sulla pubblica piazza"

"La Fp-Cgil di Aamps - conclude la nota - ci tiene a far presente che i lavoratori, anche nei momenti più bui, non hanno mai messo Livorno in situazioni di emergenza rifiuti e di questo si devono ringraziare per la loro volontà e sacrificio, nonostante ancora oggi si continui a lavorare perseverando negli errori del passato tante volte denunciati dai lavoratori, e mai ascoltati. Forse dovremmo ricrederci e pretendere il rispetto che ci è dovuto!".

Fp-Cgil provincia di Livorno