Livorno sta cambiando volto: le facciate di alcuni edifici sono diventate gigantesche tele sulle quali artistici di street art si cimentano relizzando murales variopinti, opere d’arte a cielo aperto "a disposizione di tutti, gratuitamente" spiegano i soci dell’Associazione MuraLi costituitasi nel 2019 (ma il realtà nata nel 2018 come comitato)....

Livorno sta cambiando volto: le facciate di alcuni edifici sono diventate gigantesche tele sulle quali artistici di street art si cimentano relizzando murales variopinti, opere d’arte a cielo aperto "a disposizione di tutti, gratuitamente" spiegano i soci dell’Associazione MuraLi costituitasi nel 2019 (ma il realtà nata nel 2018 come comitato). L’acronimo sta per Murales Livorno. L’Associazione ha per mission "promuovere la forma d’arte dei murales - spiegano i portavoce - perché meno nota". L’ultima dipinta a Livorno è stata inaugurata sabato sera nel quartiere di Borgo dei Cappuccini. Si intitola ‘Livorno 0.1’ di Money Less al secolo Teo Parisi tra i pionieri in Italia del ‘muralismo astratto’. Nato a Milano, si è diplomato all’Accademia d’Arte di Carrara ed è un graphic designer che ha sposato la street art. L’inaugurazione del murales è il frutto della collaborazione e dell’aiuto del Comune, della Fondazione Lem, Proloco Livorno. Partner tecnici: GV 3 Venpa, Sikkens Italia e Non solo bagno. Più il Birrificio Clandestino di Livorno che per ogni murale ha dedicato una birra con etichetta speciale . Il ricavato della vendita viene destinato a finanziare nuovi murales. Si può contribuire anche tramite il sito web www.mura-li.com. L’Associazione MuraLi si è adoperata per la realizzazione anche di altre due opere: nel luglio 2019 in via degli Asili Zed 1 (Marco Burresi) ha firmato ‘Stappati’: raffigura un narvalo in braccio a una bottiglia che imprigiona una sirena, metafora dei messaggi che i naviganti chiudevano in bottiglie e affidavano al mare. Il secondo murales si intitola ‘L’ame de Montparnasse’ dedicato a Modigliani nel centenario della sua scomparsa. È in via Roma e lo ha firmato il parigino Arnaud Liard.

Monica Dolciotti