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19 dic 2021

Casalis assolto con formula piena

Piombino, si è concluso il processo del primario coinvolto nel caso delle morti sospette in ospedale

Assolto il primario dell’ospedale di Piombino Michele Casalis (foto): ’il fatto non sussiste’. Era rimasto coinvolto nel caso delle morti sospette a Villamarina e imputato (accusa di natura colposa) per non aver impedito la morte dei pazienti, omettendo approfondimenti specifici, confronti collegiali e somministrazione di solfato di protamina (antidoto farmacologico dell’eparina). I fatti contestati si riferiscono al periodo tra il 2014 e del 2015 quando vengono riscontrati diversi casi di sanguinamento copioso in pazienti ricoverati nel reparto di Anestesia e Rianimazione dell’Ospedale di Piombino, i cui prelievi risultano “incoagulabili” al momento delle analisi, e si verificano vari decessi. Le indagini dei carabinieri del Nas portarono all’identificazione di un’infermiera, Fausta Bonino, arrestata il 30 marzo 2016 con l’accusa di aver ucciso 13 pazienti, iniettando loro, fuori dagli schemi terapeutici, dosi massicce di eparina ad alto peso molecolare. Alla conclusione delle indagini il Pubblico Ministero, Massimo Mannucci, ha contestato all’infermiera l’omicidio volontario in continuazione, relativamente a 10 decessi, avvenuti in corsia tra il settembre del 2014 ed il settembre del 2015 e, limitatamente agli ultimi tre episodi, ha esercitato l’azione penale anche nei confronti del primario del reparto di Anestesia e Rianimazione del nosocomio piombinese, Michele Casalis, formulando un’autonoma imputazione di natura colposa. All’udienza preliminare del 18 gennaio 2019 le strade processuali dei due imputati si separarono. Bonino optò, infatti, per il rito abbreviato ed è stata condannata all’ergastolo dal Gup presso il Tribunale di Livorno, Marco Sacquegna, essendo stata riconosciuta colpevole per 4 dei sei casi di omicidio volontario addebitategli. Attualmente il suo processo è in fase di appello e la sentenza di secondo grado è attesa per il 24 gennaio 2022. Il dottor Casalis scelse, invece, il rito dibattimentale ordinario, per poter introdurre nella dialettica processuale prove tecniche a sostegno della bontà delle scelte cliniche di volta in volta operate ...

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