La raffineria di Stagno
La raffineria di Stagno

Livorno, 8 gennaio 2019 - A seguito di diverse segnalazioni di maleodoranze giunte negli ultimi giorni dagli abitanti di Stagno (Livorno) e Calambrone (Pisa), Arpat ha reso noto oggi di aver effettuato più di un sopralluogo nella raffineria Eni, mentre ulteriori sopralluoghi sono in programma con indagini specifiche agli impianti di produzione. Sembra siano collegabili alla presenza dell'idrogeno solforato, per il quale è stato registrato un valore di picco che comunque non è pericoloso per le persone. «Le segnalazioni - spiega Arpat in una nota - hanno evidenziato odore di uova marce ed idrocarburi attribuendone l'origine alle attività della raffineria e dagli impianti dell'area nord del porto di Livorno».

L'agenzia ha già effettuato più di un sopralluogo nella raffineria svolgendo indagini specifiche presso gli impianti di produzione, monitorando anche le attività di copertura delle vasche dell'impianto di trattamento delle acque e di collettamento degli sfiati dei serbatoi, lavori che sono in corso proprio in questi giorni e che dovrebbero consentire, quando completati, di ridurre i problemi lamentati.

D'altro canto, spiegano ancora da Arpat, le particolari condizioni di stabilità atmosferica di questi giorni in Toscana, caratterizzate da alta pressione ed inversione termica, fanno sì che gli inquinanti si disperdano con più difficoltà rispetto a condizioni meteorologiche con presenza di vento o pioggia intensa e quindi tendano a rimanere negli strati più bassi dell'atmosfera.

Tali condizioni stanno determinando, per esempio, l'innalzamento dei livelli di concentrazione del particolato in aria ed in particolare il superamento dei valori limite giornalieri nelle pianure interne e nell'agglomerato fiorentino. È possibile che il perdurare delle condizioni meteorologiche attuali possa far ripetere fenomeni quali quelli lamentati.