L’assessore all’ambiente Monia Monni della Regione ieri, seguendo in diretta streaming da Firenze la presentazione dell’aggiornamento del Piano di protezione civile comunale di Livorno, ha ricordato "la peculiarità di uno strumemto di questo tipo che dovrà servire a gestire al meglio qualunque tipo di emergenza sul territorio di Livorno, colpito così duramente dall’alluvione del settembre 2017. È uno strumento che punta sulla combinazione tra monitoraggio e controllo delle zone critiche...

L’assessore all’ambiente Monia Monni della Regione ieri, seguendo in diretta streaming da Firenze la presentazione dell’aggiornamento del Piano di protezione civile comunale di Livorno, ha ricordato "la peculiarità di uno strumemto di questo tipo che dovrà servire a gestire al meglio qualunque tipo di emergenza sul territorio di Livorno, colpito così duramente dall’alluvione del settembre 2017. È uno strumento che punta sulla combinazione tra monitoraggio e controllo delle zone critiche nell’ambito urbano livornese". Le ha fatto eco il sindaco Luca Salvetti: "Era una priorità dal giorno del mio insediamento. È stata prodotta finalmente una relazione finale che permetterà a Livorno, uno volta approntati anche gli atti per l’operatività concreta, di non correre più certi rischi dovuti sopratutto al pressappochismo". Punto di riferimento di questo lavoro è stato il Piano di protezione civile regionale. "Passo successivo saranno adozione e approvazione del Piano di protezione civile comunale - ha poi sottolineato Salvetti - ma solo dopo un ampio processo partecipativo attraberso la consultazione di cittadini , associazioni, categorie e volontariato". I punti di forza dell’aggiornato Piano di protezione civile li ha ricordati Lorenzo Lazzerini responsabile ufficio di protezione civile. "I fattori di rischio, i lineamenti di pianificazione, la comunicazione dell’emergenza, modalità di allertamento, individuazione delle risorse di protezione civile dal volontariato alle strutture operative, i modelli di intervento con cartografia di piano, l’integrazione con le previsioni di rischio biologico e sanitario". L’ultimo passaggio ha aggiunto Lazzerini "sarà la partecipazione on line". Nel Piano di protezione civile è previsto "un sistema di allertamento tramite le stazioni meteorologiche del Centro funzionale regionale (a Valle Benedetta, in porto, a Quercianella e Gorgona) - ha precisato Lazzerini - che a seconda dei valori attivano i sistemi di reazione del Piano di protezione civile comunale". Poi saranno attivati i presidi territoriali "che includeranno anche i volontari - ha sottolineato Lazzerini - che andranno sul posto per il monitoraggio diretto". Inoltre c’è già un accordo tra Comune, Regione, Brigate di solidarietà attiva e Comitato alluvionati di Livorno per installare altre due centraline meteo finanziate con contributi e donazioni. Insomma il Piano di protezione civile si baserà su previsione, informazione e prevenzione.

Monica Dolciotti