L'atmosfera della Coppa Barontini è sempre unica
L'atmosfera della Coppa Barontini è sempre unica

Livorno, 12 giugno 2019 - La Coppa Barontini si avvicina a grandi falcate. La gara remiera più affascinante della nostra tradizione è anche quella che riveste un significato sociale e politico più marcato, essendo dedicata a un personaggio, Ilio Barontini appunto, che ha fatto la storia non solo di Livorno ma dell’Italia.

Da quest’anno il timone (è proprio il caso di dirlo) del comitato organizzatore è passato da Massimiliano Talini a Claudio Ritorni, ex assessore allo sport e profondo conoscitore di questo mondo. È lui che ci illustra il modo in cui ci si sta avvicinando a questo appuntamento tanto caro ai livornesi (venerdì e sabato, ndr).

«Ci avviciniamo a questo evento – ci dice Ritorni – con una lunga serie di appuntamenti. Stiamo lavorando sodo sulla ripresa diretta della gara, con una tecnologia che faccio fatica a capire per la mia età. Ci saranno due telecamere fisse (una all’uscita dal Ponte Buio e una all’arrivo), 5 droni che seguiranno le barche e altre piccole telecamere che seguiranno le imbarcazioni e che per la prima volta guarderanno in faccia i vogatori. Vedremo la fatica e l’impegno di questi ragazzi: non so come verrà, ma ci proviamo. Per noi questo è anche un piccolo contributo alla promozione della città».

In effetti Livorno vista dal basso è di una bellezza disarmante. «La gara è intesa anche come riscoperta di uno scorcio bellissimo della città, sia per i livornesi che per i turisti. Il Maxi-schermo sarà allo slargo della vecchia cantina del Magenta, che guarda al pratone della Fortezza Nuova e agli scali delle Cantine. Abbiamo ricevuto tanti attestati da parte del mondo imprenditoriale marittimo che hanno accolto favorevolmente l’idea e ci hanno sostenuto, altrimenti non ce l’avremmo fatta da soli. La città ha risposto».

Cinquantesima edizione per la Coppa Barontini e un orgoglio mai sopito. «Siamo molto orgogliosi del nome che portiamo, della tradizione e degli ideali che stanno dietro a Ilio Barontini. Quest’anno abbiamo fatto uno step e ci siamo trasformati in associazione, abbiamo già 120 iscritti e sarà possibile associarsi anche la due giorni di gare. Vogliamo che la ‘Barontini’ diventi un patrimonio della città, perché libertà, democrazia e antifascismo sono ideali essenziali, un punto di riferimento vitale per continuare ad esistere». Tant’è che oggi ci sarà un incontro studiato appositamente per le scuole.

«Il professor Emanuele Rossi incontrerà gli studenti del Cecioni e del Niccolini parlando della Costituzione e dei valori su cui si fonda la nostra democrazia». Ma la ‘Barontini’ è anche una gara.

«Dopo la Risi’atori, una regata bellissima, sono andato a fare il giro delle cantine a complimentarmi con tutti e mi ha colpito vedere in Venezia Gigi Suardi dire ‘basta festeggiare, pensiamo subito alla prossima’. E quelli del Borgo che avevano il sacro fuoco agonistico negli occhi. Ma anche gli equipaggi cosiddetti minori hanno da affrontare una gara nella gara e ognuno era contento per l’obiettivo che si era prefissato. Mi aspetto una bella gara, poi per vincere servirà anche una buona dose di fortuna oltre alla bravura».