Gli effetti del Covid possono essere pesanti anche dopo la guarigione dal virus
Gli effetti del Covid possono essere pesanti anche dopo la guarigione dal virus

Livorno, 11 settembre 2021 -  Si chiama ’Long Covid’ ed è una conseguenza, a volte anche grave, della malattia. Difficoltà respiratorie dovute ad alterazioni nella ossigenazione, fatica muscolare, stanchezza, ma anche ansia, disturbi dell’attenzione, difficoltà a concentrarsi. Tutti questi postumi non hanno a che fare solo con l’apparato respiratorio che è il principale bersaglio del virus, ma anche con il coinvolgimento di altri organi colpiti dall’infezione da Covid, come il cuore, il sistema nervoso centrale e con la persistenza di uno stato infiammatorio.
 

Nell’Asl Nord Ovest ci sono quattro gli ambulatori in rete per seguire i pazienti che sono guariti da forme gravi di Covid 19, ma che hanno bisogno ancora di cure.Gli ambulatori sono negli ospedali di Pontedera, Volterra, Cecina e Piombino. Attivi già dalla primavera del 2020, subito dopo la prima ondata e poi riattivati tra il dicembre e il gennaio scorsi, a seguito della seconda ondata, hanno seguito fino ad oggi oltre 350 persone. "Stiamo analizzando i dati diagnostici raccolti in questi mesi - dice il dottor Guido Vagheggini, che coordina i quattro ambulatori post Covid – e li presenteremo al prossimo congresso Internazionale della European Respiratory Society. Abbiamo infatti osservato che è proprio nei soggetti in cui persistono alterazioni ecografiche e funzionali dell’apparato respiratorio che si riscontrano maggiore affaticabilità ed alterazioni del benessere psicologico e qualità di vita".
 

Quali strategie adottate?
"Abbiamo adottato un approccio multidisciplinare per monitorare gli effetti del Covid sul lungo periodo, ponendo una particolare attenzione ai sintomi indicativi di impegno neuropsicologico, che indaghiamo con una serie di test messi a punto in collaborazione con il Dipartimento di Psicologia clinica dell’università di Pisa, in particolare con il direttore, il professor Angelo Gemignani e la dottoressa Francesca Marzetti Moro".
 

Come si accede al servizio?
"A segnalarci i pazienti che devono essere seguiti – continua Vagheggini – sono sia le strutture ospedaliere dove queste persone sono state ricoverate, spesso in terapia intensiva, oppure i medici di medicina generale, che li hanno seguiti a casa anche grazie alle Usca. Ogni paziente ha avuto a che fare con forme particolarmente aggressive di Covid, ha superato la fase più grave della malattia, ma continua, a distanza di mesi, a sentirsi stanco, ad avere difficoltà respiratorie, a manifestare stati d’ansia e deficit di attenzione".
 

Come funzione nella pratica la terapia?
"Noi attiviamo il primo contatto con i pazienti segnalati a circa un mese dall’avvenuta guarigione – spiega Vagheggini – via telefono, durante il quale chiediamo varie informazioni sul loro stato di salute con una intervista anamnestica che ci consente di valutarne lo stato di salute e la necessità di avviare la persona ad esami di approfondimento: prove di funzionalità respiratoria, ecografia toracica, test da sforzo, test neuro-psicologici ed esami ematici.Il Dipartimento delle Specialità mediche della Asl Toscana nord ovest, nelle persone del dottor Roberto Bigazzi, del dottor Roberto Andreini e del dottor Renato Galli, ha promosso e sostenuto questa iniziativa. E voglio ringraziare per il loro impegno i medici insieme ai quali abbiamo realizzato e portato avanti questo progetto: Giuseppa Levantino, Simone Meini e Mauro Taccola per gli ospedali di Volterra e Pontedera, Annalisa Mannucci e Fabio Paolo Scotto per l’ospedale di Cecina, Giulio Bardi per l’ospedale di Piombino".
 

L. F.