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17 mag 2022

"Discarica, promesse non mantenute"

Piombino, Pd all’attacco: "L’impianto riapre, perso il controllo pubblico col fallimento di Rimateria"

17 mag 2022
I lavoratori. all’ingresso di Rimateria
I lavoratori. all’ingresso di Rimateria
I lavoratori. all’ingresso di Rimateria
I lavoratori. all’ingresso di Rimateria
I lavoratori. all’ingresso di Rimateria
I lavoratori. all’ingresso di Rimateria

"La discarica riapre con gli stessi spazi previsti prima del 2019. Arriveranno rifiuti da fuori. Il controllo pubblico non ci sarà più e sarà tutto in mano a privati che faranno affari coi rifiuti". Simone De Rosas segretario della federazione Pd e Andrea Baldassarri segretario dell’unione comunale, intervengono sugli ultimi sviluppoi dell’impianto di Ischia di Crociano ex Rimateria. "Dopo due anni di promesse e di atti amministrativi e urbanistici utili solo a proseguire la campagna elettorale – sostengono i due esponenti del Pd – la vicenda della discarica di Ischia di Crociano sembra arrivata a una svolta. Il risultato è diametralmente opposto da quello auspicato dai cittadini che nel 2019 hanno dato fiducia alle promesse di Ferrari. Dal punto di vista amministrativo il fallimento di Rimateria ha portato alla perdita di controllo da parte del Comune sull’intero processo di gestione dei rifiuti che, di fatto, passa nelle mani di un’azienda privata che organizzerà i suoi profitti con rifiuti comprati sul mercato chissà dove. Sul fronte ambientale, la discarica è stata abbandonata creando un potenziale danno ambientale e senza nessun intervento sulla falda. Tutto ciò a spese dei lavoratori che hanno perso il proprio posto di lavoro a fronte di promesse di ricollocazione che non si sono mai concretizzate. Perché Ferrari non usa i soldi risparmiati dalla causa Navarra per rifondere quelle famiglie?"

"Ancora non siamo a conoscenza dei dettagli del Progetto Rinascenza Toscana – spiegano De Rosas e Baldassarri – ma alcuni giudizi di estrema contrarietà possono già essere espressi. La nuova proprietà si è sì impegnata alla messa in sicurezza della discarica e al riassorbimento della forza lavoro, anche se ci pareva che Ferrari mirasse alla chiusura della discarica. Questo significa, però, che gli spazi in discarica che saranno usati per il conferimento dei rifiuti saranno esattamente gli stessi proposti nel 2019 nel piano Pellati. In più stanno emergendo gravi criticità sulla possibilità di installazione di impianti di trattamento dei rifiuti da fuori. In particolare, la presenza di un impianto di essiccazione di fanghi, l’impianto per l’ossidazione termica e la produzione di syngas da fanghi e plastiche assimilabile a un inceneritore e il trattamento di percolato proveniente da chissà dove, rappresenterebbero a nostro giudizio un significativo aggravio dell’impatto ambientale, anche rispetto alla situazione del 2019. Tutti impianti che sarebbero realizzati sull’area che è stata raccontata da Ferrari come nuovo parco pubblico nella famosa variante. Crediamo che su questo la giunta debba ai cittadini delle spiegazioni".

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