Da sinistra, il comandante Massimiliano Sole, il colonnello Armando Ago (Foto Novi)
Da sinistra, il comandante Massimiliano Sole, il colonnello Armando Ago (Foto Novi)
Quando si parla di maxi operazioni di droga si finisce sempre al porto di Livorno. Anche per l’indagine “Mandra” che va dalla Sardegna ai Balcani lo snodo dello scalo labronico è risultato fondamentale. Ieri mattina i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Livorno, con il supporto dei Comandi Arma territorialmente competenti, hanno dato il via all’operazione codificata “Mandra”, dando esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Firenze, su...

Quando si parla di maxi operazioni di droga si finisce sempre al porto di Livorno. Anche per l’indagine “Mandra” che va dalla Sardegna ai Balcani lo snodo dello scalo labronico è risultato fondamentale.

Ieri mattina i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Livorno, con il supporto dei Comandi Arma territorialmente competenti, hanno dato il via all’operazione codificata “Mandra”, dando esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Firenze, su richiesta di quella Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 7 persone, italiane ed albanesi, ritenute responsabili di “associazione finalizzata al traffico di stupefacenti” e “traffico illecito di sostanze stupefacenti”, localizzate nelle province di Livorno, Pisa, Cagliari, Nuoro e Mantova. I risultati di questa operazione sono stati presentati dal comandante provinciale dell’Arma Massimiliano Sole, dal tenente colonnello Armando Ago e dal maggiore Michele Morelli.

Le indagini hanno accertato l’esistenza di un traffico di stupefacenti tra la Toscana e la Sardegna,che faceva capo a Robertino Dessi 44enne di origine nuorese, che vive da tempo in provincia di Pisa. L’uomo poteva contare su un’organizzazione che provvedeva ad esportare la droga dal continente alla Sardegna e viceversa. L’uomo, infatti, reperiva la droga, di varia tipologia (marijuana, cocaina ed eroina), da due cittadini albanesi, che vivono a Livorno, ed arruolava i corrieri che – via mare – portavano lo stupefacente in Sardegna. Sull’isola, il narcotico veniva consegnata ad un suo referente che, a sua volta, attraverso una collaudata rete di distribuzione, provvedeva alla commercializzazione al dettaglio. In Sardegna dunque arrivava l’eroina proveniente dai Balcani e dall’isola partiva la marijuana.

Tra giugno e ottobre 2020, una persona è stata tratta in stato di fermo e sono stati sequestrati 30 kg di marijuana (trovata nell’auto di un corriere) mentre un altro indagato è stato arrestato in flagranza per il possesso di 2,8 kg di eroina (nascosta nel cruscotto della macchina), nonché sono state documentati ulteriori 3 episodi di fornitura di droga al mercato sardo, circa 100 kg di stupefacenti di varia tipologia. Undici gli indagati: 6 destinatari di ordinanza di custodia cautelare in carcere, di cui 5 arrestati e uno latitante. Un obbligo di dimora e 4 deferiti in stato di libertà.

Ormai il porto di Livorno è una tappa fissa dei traffici di droga: "Evolvono le tattiche dei malviventi – dice il comandante Sole – ma, per fortuna, anche le tecniche investigative".

m.b.