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13 mar 2022

Energia, la chiave per il rilancio

Da Livorno a Piombino, le questioni del gas. Anselmi: "Impianto ok se sostenibile, ma c’è anche il resto"

Il progetto di un rigassificatore a Piombino deve essere legato al rilancio delle Acciaierie
Il progetto di un rigassificatore a Piombino deve essere legato al rilancio delle Acciaierie
Il progetto di un rigassificatore a Piombino deve essere legato al rilancio delle Acciaierie

La questione energia è diventata fondamentale. Livorno contribuisce già alla re4te nazionale con il 5% del fabbisogno di gas atraverso il rigassificatore Olt al largo della Meloria, ma c’è anche un nuovo progetto per Piombino.

"L’ipotesi ventilata dal Governo di posizionare nell’area di Piombino un impianto per la rigassificazione della quale ancora non si conoscono dettagli tecnico-logistici – afferma il consigliere regionale Gianni Anselmi – chiama in causa la funzione nazionale della città e di questa parte della costa toscana".

"Non pare in discussione la disponibilità del territorio di farsi carico, a condizioni ambientalmente sostenibili, dell’interesse generale – argomenta Anselmi – ciò che si impone è riaffermare il ruolo non episodico che la storia gli ha assegnato nelle strategie nazionali ed europee attuali volte alla modernizzazione industriale e alla riconversione ecologica delle aree di crisi".

E Anselmi ricorda la situazione: "con il lavoro ai tavoli nazionali del Comune e dell’Autorità Portuale e il supporto mai mancato della Regione Toscana, sono state veicolate sull’area ingenti risorse comunitarie, nazionali e regionali. Parte di quelle risorse sono state destinate alla infrastrutturazione del porto; altre sono state allocate su operazioni di bonifica dei fondali e dei suoli; altre ancora alla messa in sicurezza della falda. Non tutto quanto previsto nelle intese è stato attuato ma le risorse e le procedure relative a ciò che resta da fare sono ancora in mano ai soggetti attuatori. Quanto alla bretella 398 di penetrazione al porto è ormai totalmente finanziata e per il primo lotto nella fase esecutiva. Drammaticamente indefinito, fra inerzia dei privati e scarsa incisività degli ultimi governi è il destino delle acciaierie e degli enormi e preziosi spazi che esse vincolano nonostante la disponibilità degli enti locali a supportare gli investimenti. Da parte nazionale pesa nell’ultima fase l’abbandono dei tavoli ai quali era stata affidata la gestione degli accordi. Mentre si attende un colpo di reni dello Stato sul ruolo che si intende assegnare (Magona inclusa) ad un polo primario integrato della produzione siderurgica italiana non appare inutile evidenziare, a chi ha individuato il porto come possibile sede di un impianto per il gas, di tenere conto del suo possibile utilizzo nell’industria locale, per sua natura energivora".

"Ma anche e soprattutto del fatto che di Piombino è necessario occuparsi indipendentemente dall’emergenza che ci consegna la tragedia di un conflitto che sta alle nostre porte. I nodi ambientali aperti e più volte posti meritano una visione complessiva ed evoluta del ruolo che questi luoghi davanti al mare hanno svolto e possono ancora svolgere nella vicenda produttiva e civile del Paese. Nei mesi scorsi il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità una risoluzione da me proposta e condivisa che tenta di mettere in fila i temi. Nell’ultimo bilancio regionale, su mia proposta accolta dal gruppo Pd e poi dal Consiglio, è stato inserito l’esonero triennale dall’Irap per le aziende che si insediano nella aree di crisi. Non mancano le proposte della Regione. Da chi ha in mano le sorti del Paese è giusto pretendere che questo impianto non sia un tratto avulso dalla cornice ma un pezzo di un’idea complessiva, di un orizzonte progettuale che restituisca a questo territorio la speranza, il benessere, l’orgoglio".

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