La scena dell'incendio (Foto Novi)
La scena dell'incendio (Foto Novi)

Livorno, 8 agosto 2020 - Chi è l'attentatore di via Garibaldi? Cosa ha usato per fabbricare l'ordigno incendiario che ha poi lanciato nel negozio cinese? E perché lo ha fatto? Tante le domande alle quali cercano di rispondere gli investigatori nell'ambito delle indagini per l'attentato incendiario di Livorno di venerdì 7 agosto.

Un gesto che ha provocato tre feriti lievi all'interno del negozio tra gestori e clienti. Un gesto che avrebbe potuto provocare un bilancio ben più grave.

Livorno è sotto choc e cerca di risollevarsi e reagire alla violenza che in questi ultimi mesi la sta facendo da padrone nelle strade, anche dopo i recenti spari contro le vetrine del circolo Arci di Shangai per cui è stato arrestato un 65enne. Per l'attentato di via Garibaldi sono al setaccio della polizia le telecamere della zona. Per vedere se hanno inquadrato l'attentatore.

Che sembra essere facilmente identificabile. In diversi hanno detto che aveva un piumino e un cappello, vestiario quantomeno strano in questo periodo e proprio per quello aveva dato nell'occhio anche alcuni secondi prima che lanciasse l'ordigno. 

Sono qui a Livorno dal 2006 e non ho mai ricevuto minacce ne' tentativi di estorsione". Così Gianna, nome italiano della proprietaria di origini cinesi che gestisce da quasi quindici anni "Il Mercatino" oggetto dell'attentato. 

La titolare dell'attivita', intanto, questa mattina ha ricevuto la solidarietà di molti abitanti della zona dove si trova il negozio, non lontano dal centro di Livorno. In tanti, di fronte a quanto accaduto, hanno voluto testimoniare la loro vicinanza alla famiglia della donna incoraggiandola a non scoraggiarsi di fronte al gesto intimidatorio di cui è stato oggetto il negozio.

La polizia non esclude però che chi ha cercato di dar fuoco al negozio possa essere stato mosso da motivi razziali o comunque legati alla nazionalità dei commercianti presi di mira.