Livorno, 3 dicembre 2021 - Il pubblico ministero della Procura di Livorno Giuseppe Rizzo, incaricato di indagare sull’esplosione avvenuta alla raffineria Eni nel primo pomeriggio di martedì 30 novembre, conferma che l’indagine sta puntando sull’ipotesi di «incendio colposo e inquinamento colposo».

Per ora c’è un solo indagato: il direttore del stabilimento l’ingegnere livornese Fabrizio Loddo. Per fare luce su quanto è accaduto la Procura ha nominato come consulente tecnico l’ingegner Gabriele Annovi (di Ancona) che vanta una grande esperienza. A lui fu affidata la consulenza tecnica l’ufficio relativa al crollo del cavalcavia 167 sulla A14, tra Loreto e Ancona Sud, avvenuto il 9 marzo 2017 che provocò il collassamento della corsia nord dell’autostrada e due vittime.

«Gli accertamenti sono già iniziati dentro la raffineria di Stagno – aggiunge il pm Rizzo – ed è stato delegato per l’indagine il Noe (Nucleo operativo ecologico di Grosseto)». Intanto Eni conferma che «nessuna persona è rimasta ferita nell’incendio che si è sviluppato nella raffineria di Livorno e che è stato domato in meno di un’ora. Le fiamme hanno interessato l’area degli impianti lubrificanti, parte dei quali erano fermi per manutenzione ordinaria. Sono immediatamente intervenute le squadre interne alla raffineria, tempestivamente supportate dal corpo dei Vigili del Fuoco provinciale. L’intervento tempestivo ed efficace di tutte le misure di sicurezza ha consentito il contenimento dell’evento e l’incolumità delle persone. Le cause dell’incendio sono in corso di accertamento».

Eni aggiunge: «Abbiamo informato gli enti del territorio e fornireremo ulteriori aggiornamenti non appena disponibili». Assicura inoltre che «non vi saranno effetti sulla produzione in quanto le fiamme hanno interessato solo uno dei due forni Hot oil per il riscaldamento in servizio agli impianti lubrificanti». Arpat ha già fatto sapere che «le centraline di rilevamento non hanno registrato per i parametri gassosi, ossidi di azoto, biossido di zolfo, idrogeno solforato e benzene, variazioni rispetto ai dati medi registrati in questo periodo dell’anno». Il movimento ambientalista Magliette Bianche Italiana dichiara sull’incidente verificatosi dentro la raffineria di Stagno: «Inutile commentare l’episodio. Sono anni che chiediamo pubblicamente alle istituzioni competenti più tutele ambientali e sanitarie per la cittadinanza che dimora attorno a tale area industriale inserita nel perimetro Sin (Sito di interesse nazionale). Ci auguriamo che siano stati effettuati immediatamente i dovuti controlli a campionamenti sulle eventuali sostanze cancerogene che potrebbero essersi sprigionate nell’incendio e che potrebbero aver coinvolto la popolazione ed i lavoratori dell’area stessa».