L'Esselunga di Livorno (Foto Novi)
L'Esselunga di Livorno (Foto Novi)

Livorno, 28 luglio 2021 - «Esselunga ha progettato per Livorno un supermercato completamente nuovo, mai visto in Italia. Ci hanno illustrato il progetto oggi e quello che abbiamo visto ci è piaciuto. Questa sì che è rigenerazione urbana". Era il 24 maggio 2018 quando l’allora sindaco grillino di Livorno Filippo Nogarin lanciava questo tweet. Parole che oggi diventano realtà. Stamani infatti alle 11 nell’area del viale Petrarca dove un tempo c’erano i capannoni della Fiat – quando l’ automotive era uno dei motori dell’economia locale – apre Esselunga.
Un’inaugurazione come tante, nella forma, ma non nella sostanza perché arriva dopo anni, oltre venti, di dure battaglie politiche. Sì, perché la ’rossa’ Livorno, la roccaforte toscana della sinistra patria del mangiar bene e della vita godereccia, la città che ha negozi di alimentari e discount ogni pochi metri, ha sempre respinto il pressing dell’imprenditore milanese Bernardo Caprotti che nel libro Falce e carrello ha raccontato con coraggio le battaglie contro la Coop che domina e ha dominato per decenni il mercato toscano e in particolare quello livornese. Una battaglia non solo tra marchi ma soprattutto politica.

Uno scontro che arrivò al culmine nel 2010 quando il patron del gruppo milanese fondato negli anni ’50, comprò pagine di giornale per denunciare lo strapotere delle cooperative rosse a Livorno. Bruciava la sconfitta per la partita del ’Nuovo Centro’, area di proprietà dell’imprenditore livornese Marcello Fremura, boccone ambito per un nuovo progetto residenziale e commerciale. Caprotti mise sul piatto 40 milioni di euro, dieci di più della Coop che ne offrì ‘solo’ 30; ma non furono sufficienti ad aggiudicarsi la partita e infatti oggi il ’Nuovo Centro’, all’uscita della Fi-Pi-Li, ospita un supermercato Coop.

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C’è voluto il cambio di colore politico del 2014 per rovesciare gli scenari. La spallata che i livornesi hanno dato alla sinistra che governava da settant’anni, ha aperto le porte del municipio al Movimento 5 Stelle e quelle della città a Esselunga. Con Nogarin infatti iniziò a suonare tutta un’altra musica, almeno per Esselunga che, in pochi mesi, mise le gambe a quel progetto tanto atteso e che oggi va a compimento. Nemmeno il cammino del sindaco grillino però è stato privo di ostacoli, con battaglie in consiglio comunale alimentate – e qualcuno diceva strumentalizzate – dai residenti di viale Petrarca preoccupati per la viabilità e dai negozianti della zona timorosi invece della concorrenza. Significativo il voto del consiglio comunale del 9 maggio 2017 sulla variante per la riqualificazione dell’area ex Fiat con il progetto Esselunga: 16 voti favorevoli, quelli del Movimento 5 Stelle, 12 voti contrari del Pd e della sinistra e l’astensione del centrodestra.

Ma alla fine i numeri hanno fatto quadrare il cerchio e tutti i livornesi che fino a ieri sono andati a Pisa a fare la spesa all’Esselunga potranno spingere il carrello a pochi passi da casa. Ecco allora i numeri di questo supermercato: 4.000 metri quadrati di punto di vendita, spazio per i prodotti della zona soprattutto nel settore dell’ortofrutta, 700 posti auto con parcheggio interrato, 5.000 metri quadrati di parco urbano e almeno 140 assunzioni.

I tempi sono cambiati per Livorno dove la crisi economica e occupazionale batte forte. La tessera del partito è ormai sparita e sulla tavola dei livornesi la sostanza della minestra conta più del ’colore’ della Fidelity card.

Michela Berti