Strada valle benedetta frana
Strada valle benedetta frana

Livorno, 21 febbraio 2021 - "E’ una vergogna. E’ ingiustificabile che le istituzioni non si curino della vita delle persone. Se accadrà qualcosa di grave, le responsabilità sono chiare. Poi faremo il funerale alle istituzioni".

Ci va giù duro don Christian Leonardelli, parroco della Valle Benedetta dopo l’ennesima frana che ha interessato la strada provinciale che porta alla valle. Una strada che, da dieci anni, è sotto i riflettori perché interessata da una enorme frana che ha praticamente mangiato mezza carreggiata.

Burocrazia all’italiana, fogli che passano da un cassetto all’altro: dopo dieci anni finalmente dovrebbero partire i lavori (ma il condizionale è d’obbligo in questi casi) la ditta Tecnopali Apuana che ha vinto l’appalto, ben due anni fa, è pronta a partire. "Già che ci sono – dice con una punta di ironia il parroco – potrebbero sistemare anche l’ultima frana. Perché se i tempi sono questi dobbiamo aspettare altri dieci anni?".

Troppo tempo per i semafori che venerdì sera sono stati messi dalla Provincia ai due estremi della zona franata. Peccato che uno dei due non funzionava e i tecnici della Provincia ieri mattina sono intervenuti per cambiare le batterie, ferme da quattro anni dato che i semafori mobili erano stati utilizzati per l’alluvione del 2017.

Attenzione dunque ai tornanti perché la strada che porta alla Valle Benedetta è diventata una via crucis di segnali che indicano pericolo. Lo sfogo è d’obbligo, non certo la rassegnazione all’inerzia di chi si nasconde dietro alla parola ’burocrazia’. Su quella strada rischiano la vita tutte quelle persone che ogni giorno la percorrono per andare alla valle o per scendere in città.

Intanto l’Asa continua i lavori di allacciamento della nuova conduttura dell’acqua fino alla Valle Benedetta. Almeno l’approvvigionamento idrico funzionerà.