Portuali a Livorno
Portuali a Livorno

Livorno, 6 gennaio 2019 - «La guerra tra armatori nei porti rischia di ricadere sui lavoratori». Poche parole per testimoniare la «grossa preoccupazione» con cui la Cgil, insieme a Filt, Filcams e Fiom, sta vivendo la situazione dello scalo livornese, dilaniato fra veleni e inchieste giudiziarie «egli ultimi due incontri presso la autorità – denuncia poi la Cgil – i temi sul lavoro sono stati trattati con superficialità e sulla base di dati non attendibili. Piano regolatore, organico, protocollo, riorganizzazione dell’Autorità sono argomenti di urgente confronto con le parti sociali. In particolare il comitato di igiene e sicurezza non è ancora stato convocato, gli Rlss non hanno ancora piena agibilità per svolgere la loro funzione, nonostante gli ultimi gravissimi incidenti». 

Secondo la Cgil, perciò, «l’acuirsi di conflitti non vorremmo diventasse l’ennesimo appiglio per rinviare gli investimenti» e per questo chiede «un confronto urgente, l’immediato avvio del protocollo sicurezza e la convocazione della cabina di regia degli accordi di programma di Livorno e Piombino». Un’analisi analoga arriva da Rifondazione comunista; secondo cui «quanto sta accadendo in porto è il frutto dei nuovi assetti che si stanno realizzando in porto, nel quale la ricchezza prodotta è assorbita dagli armatori che sono scesi a terra, per compensare le forti perdite che hanno nelle loro attività primarie. In questa situazione è il lavoro che subisce le maggiori perdite: sul piano salariale, dei diritti e dei livelli di sicurezza. Il potente Grimaldi è il campione della teorizzazione che i porti non devono guadagnare, ed è quello che sta accadendo». «Grimaldi – prosegue il Prc – minaccia di andarsene e metà del gruppo parlamentare di Forza Italia fa in pochi minuti un’interpellanza urgente al Ministro, il Sindaco Nogarin segue a ruota avendo fatto la scelta di rappresentare i poteri forti della città e del porto, dimostrando una distanza abissale fra quelli che sono le problematiche che riguardano il lavoro e i lavoratori».