Mattia Mura
Mattia Mura

Cecina, 4 ottobre 2020. Quattro sono i documentari in concorso alla terza edizione del JIFFA, Jharkhand International Film Festival Awards (Ranchi, India) realizzati dal documentarista toscano Mattia Mura. Scopo del festival è di generare una piattaforma per il cinema mondiale rivolta a progetti di eccellenza della settima arte.

Fra queste opere la più importante è The Choice of Staying, primo lungometraggio documentario  del regista, in prima proiezione mondiale e candidato a Premio Speciale della Giuria come miglior Documentario Internazionale. The Choice of Staying (48’, 2020) racconta la storia di Damanhur, una comunità di ricercatori spirituali situata in Valchiusella, Piemonte. Il popolo di Damanhur, che vive nel più vasto ecovillaggio presente in Italia, si considera appartenente a una micronazione, sebbene non sia riconosciuta dallo stato italiano. La comunità, attiva fin da metà degli anni settanta, ha costruito in segreto un tempio sotterraneo riconosciuto ad oggi dal Guinness dei Primati come la più grande struttura religiosa ipogea al mondo. Attraverso gli occhi di Celastrina, una ragazza svedese arrivata nella comunità per girare un documentario e che ha invece scelto di restare a vivere al suo interno, il film racconta la storia di luci e ombre della comunità spirituale, tra l’accusa di essere una setta e la creazione di una possibile società alternativa. 

Il film, inedito in Italia, copre un lavoro di ricerca e affinamento che il regista ha svolto in quattro anni, diventando una delle persone estranee alla Comunità che ha trascorso più tempo al suo interno. Con le musiche di Alberto Martino e il supporto grafico di Roberta Donatini, The Choice of Staying sarà disponibile a partire da Ottobre e per circa un mese sul sito del J harkhand Film Festival. La cerimonia di premiazione del Festival avverrà in contemporanea dal vivo e online al Ranchi Complex Stadium l’11 ottobre.

 

Chi è Mura:  Mattia Mura, ventotto anni, nato a Cecina (LI), regista, da sempre è attivo in ambito internazionale.  Uscito dalla fucina di talenti di Fabrica a Treviso con un'esperienza durata tre anni, attualmente si trova al confine tra Slovacchia e Ungheria per realizzare il suo secondo lungometraggio con il supporto della residenza d’artista Bridge Guard. I suoi lavori riguardano il concetto di limite (geografico, artistico, percettivo) come forma di opportunità. Ha esposto in Italia, Belgio, Macedonia e proiettato in India, Gran Bretagna, Germania, Serbia e Bulgaria. 

Viola Conti