L'ospedale di Cecina e, nel riquadro, il professor Giuseppe Gallelli
L'ospedale di Cecina e, nel riquadro, il professor Giuseppe Gallelli

Cecina (Livorno), 21 luglio 2017 - Una lettera aperta indirizzata all’assessora regionale al Diritto alla salute, Stefania Saccardi, e a tutti i sindaci della Bassa Val di Cecina, per chiedere lumi sul futuro dell’ospedale cittadino e sulla qualità dei servizi offerti ai pazienti. A parlare, o meglio a scrivere, è il professor Giuseppe Gallelli, rappresentante del Comitato Salute Pubblica Cecina, che inizia la propria disamina partendo dalla riorganizzazione ospedaliera per intensità di cure: “Dopo le 17mila firme raccolte dal Comitato Pro Ospedale e le 55mila firme raccolte per portare a referendum abrogativo la riforma sanitaria toscana, ci saremmo aspettati ben altre proposte rispetto all’ospedale in rete con Piombino. I servizi mancanti non possono essere risolti con la pendolarità di pazienti e medici in un’area così vasta, perché ne va di mezzo la salute delle persone. La Regione e i sindaci della Bassa Val di Cecina hanno a cuore il successo di una organizzazione della sanità di qualità? Non ne siamo assolutamente convinti. Da 15 anni manca il piano sanitario e sociale integrato regionale e di conseguenza il piano attuativo locale. E ancor oggi aspettiamo sfiduciati la piena attuazione di quanto scritto nella “proposta di risoluzione delle problematiche inerenti la sanità locale” approvata dalla quarta commissione consiliare della Regione Toscana e inviata al consiglio regionale nel 2013, che chiedeva interventi risolutivi per sostenere il cittadino a fronte della riduzione dei posti letto, dei tempi medi di degenza e per ridurre i tempi d’attesa. Una situazione creatasi dopo l’introduzione a Cecina della riorganizzazione per intensità di cure e dopo la decisione regionale di una maggiore compartecipazione dei cittadini al sostegno dei costi del sistema sanitario con l’introduzione di altri gravosi ticket”.

“Eppure – conclude il professor Gallelli – la giunta regionale si era impegnata ad intervenire. Ma nulla di tutto ciò è avvenuto a prova del totale disinteresse della classe politica di maggioranza nel governo locale e regionale. Il consiglio comunale, all’unanimità, aveva richiesto: un alto livello di prestazioni nell’area chirurgica, la valorizzazione di Ortopedia e Ginecologia, di aggiungere una specialistica chirurgica ad Oculistica, un rinforzo del personale del pronto soccorso, di mantenere l’assetto organizzativo di Anestesia e Rianimazione inserendo il parto in analgesia, di ripensare la logistica dell’area medica per il ricovero di pazienti cardiologici, il mantenimento della funzionalità del laboratorio di analisi, il mantenimento dei 12 posti letto in Riabilitazione e molto altro ancora. Una riforma efficace dopo i tagli della devastante riorganizzazione per intensità di cura. Continuiamo invece a constare il silenzio assoluto e tagli lineari al nostro ospedale oltre all’assurda decisione di accorparlo con quello di Piombino”.