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2 dic 2021

Il meteo ha favorito la dispersione dei fumi

I centri abitati ’risparmiati’ grazie al vento. E le alte temperature del rogo hanno limitato gli inquinanti

L’impianto Hot Oli 2 squarciato dall’esplosione: le acque di spegnimento sono state raccolte
L’impianto Hot Oli 2 squarciato dall’esplosione: le acque di spegnimento sono state raccolte
L’impianto Hot Oli 2 squarciato dall’esplosione: le acque di spegnimento sono state raccolte

Arpat fa il punto della situazione alla raffineria Eni dopo l’esplosione e l’incendio di martedì che hanno distrutto l’impianto degli oli combustibili hot oil, regolarmente in funzione. "L’intervento del personale Arpat è stato richiesto dai vigili del fuoco. Ha potuto accedere all’impianto intorno alle 15.20, quando l’incendio era domato e sotto controllo". Come avevamo anticipato ieri, Arpt ribadisce che "le acque di spegnimento dell’incendio sono rimaste nel sistema fognario e di trattamento della raffineria". L’Agenzia ha verificato lo stato di qualità dell’aria intorno alla raffineria "rilevabile dalle centraline Eni di Stagno e quella di Livorno in via La Pira dall’inizio dell’evento alle 14 fino al tardo pomeriggio. Le centraline non hanno registrato per i parametri gassosi, ossidi di azoto, biossido di zolfo, idrogeno solforato e benzene, variazioni rispetto ai dati medi registrati in questo periodo dell’anno. I dati delle polveri PM10 e PM2.5 saranno disponibili nella giornata di oggi". Le condizioni meteo locali (cielo sereno con buon irraggiamento solare, assenza di fenomeni di inversione termica) e le alte temperature dei fumi "hanno favorito l’innalzamento dei fumi e la loro dispersione - aggiunge Arpat - e le aree più interessate da fenomeni di ricaduta al suolo delle sostanze sprigionate dal rogo sono da circoscrivere nel raggio di circa 1 km. dall’impianto andato a fuoco, a 380 m. dall’Aurelia". Infine Arpat rileva che "l’abitato di Stagno, collocato a nord-est rispetto all’impianto, era sottovento e si colloca intorno o poco oltre il limite della zona sopra indicata. Tuttavia, la breve durata dell’evento induce a ritenere che gli effetti della deposizione al suolo delle sostanze inquinanti (in genere IPA e Pcddf) siano trascurabili". E sull’incendio alla raffineria di Livorno i sindacati Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil sottolineano "la grande professionalità dei lavoratori del sito e delle squadre di emergenze interne che grazie a ore di formazione in ...

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