Livorno, 10 settembre 2018 - Gestione dell’emergenza, evacuazione dei cittadini e poi tutti gli aspetti idrogeologici, urbanistici e edilizi. Va avanti da mesi, e potrebbe arrivare presto ad una svolta, l’inchiesta aperta dalla procura di Livorno per disastro colposo in seguito alla tragica alluvione che ha devastato la città.

Gli avvisi di garanzia hanno raggiunto sia il sindaco Filippo Nogarin, che il 15 gennaio scorso è stato interrogato dal procuratore Ettore Squillace Greco e dai pm Rizzo, Tenerani, e Carmazzi, che il capo della protezione civile Riccardo Pucciarelli. Lo stesso sindaco ammise sul proprio profilo di essere indagato per concorso in omicidio colposo.

«È chiaro – scrisse – che davanti alla morte di otto persone gli investigatori debbano approfondire ogni dettaglio ed esaminare la condotta di ciascuno degli attori in campo quella notte e non soltanto».

Ma se per alcuni aspetti certi reati sono difficilmente perseguibili – gli abusi edilizi ad esempio nel caso ci fossero risalirebbero comunque a diversi anni fa – per altri una task force di ingegneri ha ricevuto il compito di rielaborare nel dettaglio tutto quello che è successo dalla sera del 9 settembre alla mattina del 10. E quindi il protocollo di emergenza, le casse di espansione, l’attivazione dell’allerta. Tutti aspetti che dovrebbero essere approfonditi all’interno della maxi-relazione che è stata richiesta dalla procura per capire bene tutti i contorni del disastro che si è abbattuto sulla città lo scorso settembre.

Poche settimane fa comunque il dossier è arrivato sul tavolo del procuratore capo e entro la fine del mese probabilmente si arriverà alla chiusura delle indagini e all’eventuale archiviazione o all’eventuale richiesta di rinvio a giudizio.