Livorno, 4 novembre 2017 - Ormai sembra normale «telefonare» a un astronauta, abituati come siamo ai lanci di sonde su Marte e alle scoperte di altri mondi lontanissimi. Ieri mattina Paolo Nespoli ha effettuato un doppio collegamento con i ragazzi del liceo Cecioni che lo hanno... interrogato ponendo di domande sulla vita nello spazio. L’associazione italiana radioamatori con Alessandro Tesconi ha avuto un ruolo decisivo in questo «School contact», iniziato precisamente alle 10.27. Regia dell'operazione affidata all'ingegner Fabrizio Carrai, project manager di Kayser Italia.

«La percezione del tempo? Quassù è un concetto difficile, salire sulla stazione spaziale è un sogno da bambino che diventa realtà. E’ l’eccezionale che diventa normale, nel solco della nostra inevitabile tendenza al viaggio e alla scoperta. Se ho una camera da arredare? - ha detto l'astronauta fluttuando nella ISS - In realtà sì, una specie di ‘cabina telefonica’ che possiamo decorare e addobbare con le nostre cose e fotografia. Qui facciamo tutto noi, non siamo mai ‘solo’ ingegneri di bordo ma anche cuochi, idraulici ed elettricisti. Quando guardo la Terra vedo quanto siamo piccoli e se ho voglia di ‘viaggiare verso casa’ spesso mi guardo un film».

«Un'importante iniziativa educativa nell’ambito dell’Agenzia Spaziale Italiana – ha detto l’ingegner Valfredo Zolesi, presidente di Kayser Italia – Paolo ha ritagliato un po’ del suo prezioso tempo, di questo lo ringrazio e lo aspetto a Livorno quando rientrerà alla base». «Al progetto hanno partecipato molte classi, rappresentando tutti i corsi di studio – ha spiegato il professor Luca Bracci – Abbiamo raccolto le domande grazie a una casella mail dove gli studenti li hanno mandati. Poi sono state selezionate le più interessanti, insieme a Kayser Italia e Ari. Per il prossimo anno porteremo avanti altri progetti scientifici, magari dedicati alla vita nello spazio. Da quest’anno, inoltre, Kayser Italia contribuisce alle attività di Zero Robotics progetto interessante cui noi partecipiamo. Parlare con un astronauta non capita spesso, anzi non capita mai. Ma il Cecioni si è saputo distinguere».