L’unione fa la forza. Così recita l’adagio popolare che ha trovato concreta attuazione grazie all’iniziativa della società sportiva Pallacanestro Livorno. Ha infatti donato al Liceo Scientifico Cecioni di via Galilei due campi da basket finanziandone la pavimentazione e i canestri. I due spazi per cimentarsi con la palla a spicchi si trovano all’esterno...

L’unione fa la forza. Così recita l’adagio popolare che ha trovato concreta attuazione grazie all’iniziativa della società sportiva Pallacanestro Livorno. Ha infatti donato al Liceo Scientifico Cecioni di via Galilei due campi da basket finanziandone la pavimentazione e i canestri.

I due spazi per cimentarsi con la palla a spicchi si trovano all’esterno della scuola. Ci ha accompagnato a vederli la professoressa di educazione fisica Laura Farnetani. "I rapporti con la Pallacanestro Livorno e il Liceo Cecioni sono consolidati da lungo tempo - ha spiegato la professoressa - perché oltre ai nostri alunni anche i suoi atleti abitualmente usano la palestra in muratura all’interno del perimetro del Cecioni in un edificio attiguo al corpo centrale della scuola.

La Pallacanestro Livorno così per dimostrare il suo apprezzamento per la disponibilità del Cecioni che le mette a disposizione la palestra più grande che ha, in cambio ha finanziato la pavimentazione e i canestri per i due campi da basket esterni. Gli alunni del Cecioni praticano più sport nelle due ore di educazione fisica settimanali e tra le discipline seguite non poteva mancare il basket". Uno dei due campi esterni finanziati dalla Pallacanestro Livorno si trova in prossimità dell’ingresso di via Galilei.

"Questo campo contiamo di coprirlo al più presto con una tensostruttura per trasformarlo in una palestra chiusa di dimensioni adeguate per un’intera classe - annuncia la professoressa Farnetani - perché la palestra più piccola interna alla scuola al momento è inutilizzabile per le lezioni di educazione fisica a causa delle norme sul distanziamento anti coronavirus". Con 1850 alunni divisi in 77 classi e con 10 professori di educazione fisica uno spazio in più per l’attività motoria è assolutamente necessario.

Monica Dolciotti