Lido Giomi negli anni in cui fu sindaco
Lido Giomi negli anni in cui fu sindaco

San Vincenzo (Livorno), 12 gennaio 2020 - La notizia della dipartita di Lido Giomi ha destato in tutta San Vincenzo enorme cordoglio ma soprattutto vede sparire uno dei «testimoni» del primo consiglio comunale sanvincenzino. Infatti, ripercorriamo la storia di questo «personaggio» che è stato un vero pioniere della San Vincenzo di oggi.

Dopo la nascita del Comune di San Vincenzo (1949) e la successiva investitura a Sindaco di Osvaldo Mischi (1951) rimasto in carica fino alle elezioni amministrative del 1964, la fascia tricolore del primo cittadino viene assegnata a Domenico Poli, figlio di una famiglia di allevatori residente a Rimigliano, giovane pieno di speranze, un politico formatosi sui banchi universitari, ma evidentemente non ancora «vaccinato» per fare il sindaco. Tanto che, dopo appena un anno presentò le sue dimissioni e, al suo posto subentrò Lido Giomi.

Che essendo segretario del PCI si sentiva responsabile per aver caldeggiato la figura di Poli. Con Giomi, essendo un politico nato, si vide subito in che panni si doveva vestire l’amministrazione comunale, dove mise al servizio della gente la sua esperienza amministrativa maturata in molti anni di attività pubblica. Giomi, allora molto giovane, figurava già nel primo consiglio comunale del 1951 ed fino ad oggi, dopo 69 anni, era rimasto l’unico testimone di quella Legislatura.

Lido Giomi, personaggio proveniente dalla economia agricola e con la sua famiglia «gestiva» (sistema della mezzadria molto in auge nelle nostre zone in quegli anni) un podere della tenuta dei Della Gherardesca in San Bartolo; Lido, inoltre, lavorava nello «spaccio» de «La Proletaria» in piazza della Vittoria. Quindi a continuo contatto con la gente e, dobbiamo dirlo, riusciva a mettere d’accordo i bianchi con i rossi, aveva il carisma gioiale, con sempre il sorriso sulla bocca, mai un rimprovero ai dipendenti, difficile con lui registrare «contrasti» accaniti, anzi, con una «pacca sulla spalla» una battuta, ed avvalendosi della sua simpatia, metteva tutti d’accordo e così, sotto la sua investitura San Vincenzo riuscì a fare delle scelte importanti.

Se Osvaldo Mischi era stato, per San Vincenzo, il sindaco del decollo, Lido Giomi possiamo catalogarlo come il sindaco del progresso, favorito anche dal contesto storico degli anni ’60: gli anni del boom economico, della «Vespa», della Fiat 600, degli elettrodomestici, della televisione in casa, della «Dolce Vita». Anche a San Vincenzo dunque si cominciava a vedere uno spiraglio di crescita facendo ricorso, in molti casi, dell’utilizzo delle cambiali che erano, in quegli anni «di moda».

In altri termini, si iniziava ad assaporare i sintomi di un primo benessere collettivo. Con Giomi si sono viste rinascere l’Unione Sportiva San Vincenzo (ferma da oltre 20 anni), la ricostruzione della banda musicale, la nascita del carnevale, si rimette in piedi la pro-loco (dopo diventata Azienda di Soggiorno e Turismo), la televisione viene per la prima volta a San Vincenzo per fare le riprese di alcune iniziative e così la cittadina inizia a farsi conoscere su tutto il territorio nazionale.

In questa ottica, il politico, ma soprattutto l’amico di tutti Lido Giomi, riuscì ad evidenziare il privilegiare i rapporti con la gente, insomma, era capace a dire «si» a tutti, e questo suo modo è, ancora oggi, preso spesso ad esempio. Con Lido si approvò il PRG (Piano Regolatore Generale), si iniziò con il «frangiflutti» prima, «approdo» dopo, tanto da gettare le basi per il porto turistico di oggi.

I rapporti con la famiglia dei Della Gherardesca (prima da contadino, e dopo da sindaco) furono proficui per sviluppare l’accordo del Parco Naturale di Rimigliano con l’acquisizione delle aree, un parco costiero primo in Italia nel suo genere tanto che non solo San Vincenzo, ma tutta la Val di Cornia ne trae ancora oggi influssi benefici.

In quell’accordo figurava anche l’area degli attuali impianti sportivi che sono il vanto della cittadina, la realizzazione del centro scolastico, la costruzione delle stazioni di depurazione acque, opere realizzate in stretto rapporto con la gente attraverso discussioni in specifiche assemblee prima di decidere in Consiglio Comunale.

A tutto questo occorre spendere due parole sullo sviluppo turistico registrato in quegli anni, dando «sfogo» per la realizzazione di importanti strutture ricettive (villaggi, alberghi camping, ecc.), locali d’intrattenimento, iniziative di richiamo ecc. Il periodo coincise anche con il passaggio storico che, dalla vecchia forma di Stato accentratore, si passò all’istituzione delle autonomie regionali, riforma che dette successivamente sfogo alle autonomie locali.

Insomma, non si sbaglia a definire Lido Giomi il sindaco del progresso. Forse, gli obbiettivi di allora erano impostati in un’ottica sociale come il non costruire a Rimigliano perché « la spiaggia ed il verde –si diceva- è di tutti» non deve essere privilegio di pochi e, con questa filosofia si è salvata una costa che, evitando le realizzazioni edilizie si è rivelata, vero trampolino di lancio della San Vincenzo turistica. Insomma, Lido Giomi ha lasciato un segno nella San Vincenzo paese, ma ha lasciato anche il segno negli aspetti sociali: con lui si è sviluppato il mondo dell’associazionismo (oltre 70 associazioni in meno di 7.000 residenti), il sociale è stato sicuramente esaltato, come la stima e l’amicizia che Lido Giomi ha saputo trasmettere.

Un sindaco che lasciava tutto il suo stipendio al suo partito, e viveva con lo stipendio del suo lavoro, perché il sindaco continuava a lavorare. Questo significa che l’impegno istituzionale era stato assunto per una missione ed impegno sociale da attuare a beneficio della gente oltre lo sviluppo del suo paese. Oggi, al di là del colore politico, non è più così. «San Vincenzo perde un membro importante della sua comunità, un uomo che tanto impegno e tante energie ha dedicato al nostro paese» - Così scrive il Sindaco Alessandro Bandini – «Tantissimi anni di impegno pubblico che Lido ha donato con competenza e giovialità. San Vincenzo perde un amico al quale non può che essere grata per il suo impegno e la sua dedizione». Lunedì 13 gennaio, alle 10.15, la salma verrà trasportata al cimitero comunale, dove verrà tumulata. Condoglianze a tutta la famiglia anche da parte della nostra redazione.