La movida in Venezia
La movida in Venezia

Livorno, 30 agosto 2021 - Nel quartiere della Venezia ormai non si può parlare più di 'mala movida' perché si è andati oltre. È più corretto parlare di stato di assedio nel quale i prigionieri sono gli abitanti disperati che si sentono "abbandonati da tutte le istituzioni – denunciano – che non intervengono più per provare ad arginare gli atti vandalici, i furti, il consumo illegale di alcolici, gli schiamazzi fino alle luci dell’alba, le risse che ci stanno togliendo serenità e sonno da parecchie settimane".

I cittadini del rione, insomma, non sanno più a che santo votarsi. Anche l’ultimo week end è trascorso all’insegna dello sballo e degli eccessi in strada e nelle piazze dopo la chiusura dei locali, con centinaia di giovani ad affollare viale Caprera, via della Venezia e piazza dei Domenicani con musica ad alto volume anche dopo le tre di notte. Vociare senza ritegno e risse. In una di queste, alle 4.30 di domenica, è stato sfondato il lunotto posteriore di un’auto parcheggiata in strada nella zona tra viale Caprera e via della Venezia. I testimoni che hanno assistito alla scena (c’è anche il filmato in rete), ridestati dalle grida provenienti dalla strada, hanno chiamato i carabinieri che hanno risposto "di raccogliere più segnalazioni e materiale per documentare la situazione per fare poi un esposto". Da notare che l’auto danneggiata era sotto una telecamera di sorveglianza. I cittadini sperano che possa servire a qualcosa.

Intanto nella notte di follia fuori controllo è proseguita la raffica di furti ai danni degli scooter: sono stati presi di mira come al solito i bauletti dove vengono riposti i caschi. In via della Venezia alcuni sconosciuti sono riusciti a forzare il portone di uno stabile e hanno distrutto le cassette della posta. Un atto intimidatorio verso i residenti che protestano, come a dire "possiamo entrare nelle vostre case e fare quello che vogliamo". Una cosa è certa: l’esasperazione sta crescendo tra i ‘veneziani’. Tra di loro c’è chi invita a "organizzare un corteo davanti al Comune". Altri invece vanno oltre. "Non servono più esposti, telefonate, denunce e foto. Adesso è il tempo di scendere di casa appena viene visto qualcuno fare qualcosa e farsi giustizia – si legge sui social – così se lo ricorda. Tanto con gli esposti non accade neinte".