Carabinieri in una foto di repertorio
Carabinieri in una foto di repertorio

Livorno, 9 settembre 2019 - Movimentato ieri tra piazza Grande e via Grande. Il pianto di una bambina rom di 8 anni ha attirato l’attenzione dei passanti ed ha fatto pensare a molti che non avevano visto la scena ad un episodio di razzismo. «Davanti ad un bar della piazza si sentono delle urla – spiegherà dopo una persona giunta sulla piazza – una delle signore del bar inveisce contro una donna rom con una bambina di circa 8/9 anni. Le urla contro dicendo che l’ha vista sfilare il portafoglio ad un turista tedesco con moglie i quali tengono strettamente le loro mani sul braccio della bambina che piange disperata facendo vedere che sotto la sua maglietta non ha niente e anche nelle tasche dei pantaloncini».

In realtà, secondo la ricostruzione dei fatti dei carabinieri che hanno sentito tutte le testimonianze, le cose sarebbero andate un po’ diversamente. La madre della bambina, che frequenta abitualmente la zona, si sarebbe introdotta all’interno del “Bar Sole” di via Grande e, col pretesto di chiedere l’elemosina affiancata dalla figlia minorenne, si sarebbe avvicinata a due turisti stranieri.

Imbracciando delle lenzuola come se si trattasse di un neonato, la donna rom ha distratto uno dei due turisti, riuscendo a sfilargli delle banconote dal portafogli con un rapido movimento.

Le banconote, sempre secondo le testimonianze reaccolte, sono state immediatamente passate alla figlia per nasconderle.

Una cittadina livornese, spiegano i carabinieri, ha visto la scena in diretta e ha chiamato il 112. Immediato l’intervento di una pattuglia dei carabinieri. La madre della bambina, una trendaduenne slavaniva era stata immediatamente bloccata dagli stessi turisti, subito dopo sono arrivati i militari dell’Arma sul posto che, grazie alla fondamentale collaborazione della testimone livornese, sono riusciti a procedere all’arresto in flagranza di reato viste le circostanze e la continuità dei fatti esposti.

La donna è stata portata negli uffici del Comando Compagnia Carabinieri di Livorno dove, espletate le formalità di rito, si proceduto poi ad accompagnarla alla propria abitazione per sottoporla agli arresti domiciliari in attesa della convalida dell’arresto. I carabinieri sottolineano la collaborazione fondamentale della cittadinanza livornese e dei due turisti vittime del reato.

C’è sicuramente un’altra vittima in questa vicenda ed è la bambina che magari non solo in questa occasione si è trovata, suo malgrado, al centro di una vicenda di microcriminalità. Ed è di questa bambina che bisogna occuparsi, sia per proteggere la sua infanzia, sia per evitare in futuro nuovi furti.