Renato Scalia
Renato Scalia

Livorno, 18 gennaio 2021 - "L'area portuale di Livorno, da anni, è diventata snodo strategico dei traffici illeciti, a livello internazionale. I sequestri di sostanze stupefacenti, di rifiuti di ogni tipo, hanno raggiunto livelli inimmaginabili".

A dirlo è Renato Scalia, consigliere della Fondazione Caponnetto, durante la presentazione di un report sulla penetrazione della criminalita' organizzata in Italia e in Toscana. "Il susseguirsi dei casi - prosegue Scalia - è indicatore del fatto che il porto di Livorno ha molte falle nella sicurezza; una sicurezza che dovrebbe essere ai massimi livelli, considerato che il porto di Livorno è luogo strategico e crocevia per l'invio di armi verso il Medio Oriente e l'Africa. Il documentato coinvolgimento di dipendenti infedeli, poi, ha influito notevolmente sull'aumento di fatti criminali. Così come precisato dalla Direzione centrale servizi antidroga, l'individuazione del porto prescinde dall'area criminale di interesse e dal territorio controllato dall'organizzazione, ma avviene sulla base delle aderenze che la stessa può garantirsi, anche all'estero, nonché delle capacità logistiche, di controllo e gestione di societa' di trasporto merci, non solo per via marittima".

"La forte presenza di organizzazioni criminali italiane e straniere, anche di tipo mafioso e la collaborazione tra esse - prosegue Scalia - è un altro aspetto rilevante da mettere in evidenza. Le organizzazioni mafiose hanno coinvolto nei traffici criminali anche gruppi criminali del luogo. Le alleanze, le collaborazioni tra mafie, è un aspetto assai importante ed è stato documentato nelle varie operazioni di polizia che si sono susseguite in questi ultimi anni, poiché hanno dimostrato la centralità della Toscana, e in particolare del porto di Livorno, nel traffico internazionale di stupefacenti, specie di cocaina, in ingresso in Europa e organizzato in gran parte dalla 'ndrangheta".