La presentazione del robot (foto Novi)
La presentazione del robot (foto Novi)

Livorno, 23 maggio 2019 - C’è, ma non si vede. E’ la plastica nascosta sui nostri fondali e in tutto il mondo. Per scovarla ecco il progetto ‘Blue Resolution’ che ieri mattina, in occasione dell’open day al polo dello Scoglio della Regina, è stato presentato dal team di ricercatori della Scuola Sant’Anna di Pisa.

"E’ un robot, ispirato alle movenze e l’agilità del granchio, che va a caccia e raccoglie i detriti dai fondali. In particolare il riferimento è alle microplastiche – ha spiegato Marcello Calisti – Il macchinario viene poggiato sul fondale, dove la sabbia viene raccolta attraverso dei tubicini e poi analizzato il sedimento al microscopio. Sono oggetti estremamente piccoli, flessibili, con colore uniforme e altre caratteristiche ben delineate in un protocollo. Decisive le analisi chimiche".

Il progetto si svolgerà in più fasi, la prima è quella del monitoraggio. "Il robot ha anche delle camere, che serviranno proprio a monitorare la sua attività – prosegue Calisti – Siamo abituati a vedere immagini di bottiglie e altri rifiuti in plastica che galleggiano in superficie sull’acqua in mare. Parte di questa plastica affonda, altra parte si disintegra in microparticelle che affondano a loro volta, legandosi a degli agenti. Secondo alcuni studi la plastica affondata è in quantità molto maggiore rispetto quella visibile. Il primo anno di questo progetto è destinato a mappare alcune zone più critiche come quella dei Tre Ponti ma anche altre di pregio come l’area marina delle Secche della Meloria".

Per quanto  riguarda il secondo anno, "verrà montato sul robot un manipolatore per prendere la macroplastica – conclude Calisti – Quindi bottiglie, reti e altri detriti più grandi sempre nei dintorni della Toscana. Realizzeremo una stazione di raccolta sul fondale, con una sorta di bidoncino col quale il robot farà la spola per stoccare quello che raccoglie. Il terzo anno sarà dedicato al filtraggio della microplastica. Per ora muoviamo i primi passi in acqua, gli algoritmi di controllo non sono ancora perfetti. E’ un progetto è molto ambizioso, che punta a raggiungere luoghi inesplorati".

Il progetto è finanziato da Arbi, nel team con Calisti anche Mrudul Chellapurath, Saverio Iacoponi, Giacomo Picardi e la research assistant Maria Luigia Macirella.