Le meduse proliferano alle nostre latitudini grazie al clima e alla carenza di predatori
Le meduse proliferano alle nostre latitudini grazie al clima e alla carenza di predatori

Livorno, 6 maggio 2019 - Non sono ancora inserite nei menù del gourmet d’alto bordo, ma dicono che non dovremo aspettare a lungo: perchè secondo un consorzio tra 15 istituzioni scientifiche di otto paesi, compreso l’Ispra-Cnr italiano, le meduse diventeranno anche da noi piatti prelibati. Ci sono alcune specie di questi silenziosi ma feroci predatori del mare, sempre più numerosi anche lungo le nostre coste, che sono perfettamente commestibili e ricche di proteine.

In effetti alcune meduse fanno già parte dell’alimentazione di popolazioni isolane asiatiche, dove vengono fritte, oppure essicate e trasformate in farina. Adesso in Italia si sta lavorando al progetto ‘GoJelly’, coordinato dal Geomar Helmholtz Zenter tedesco, che punta ad utilizzare le meduse come risorsa per la produzione di alimenti umani, mangimi per animali, fertilizzanti ed anche filtri – condensando il loro muco – contro le microplastiche. L’Unione europea sta finanziando ‘GoJellu’ nel programma Horizon2020 con sei milioni di euro. Sempre più paesi si stanno attivamente interessando a questa risorsa che domani potrebbe diventare strategica.

Il progetto ‘GoJelly’ è stato presentato in Accademia Navale dalla ricercatrice dell’università di Lecce Antonella Leone, durante la settimana velica internazionale. E le prospettive di passare dalla sperimentazione al concreto ci sarebbero tutte. In Puglia e in Sicilia sono state fatte rove concrete e gli assaggiatori si sono dichiarati favorevolmente sorpresi.

Vicino a Lecce c’è anche qualche ristoratore che ha inventato ricette tipo meduse con la salsa di pomodoro. Provare per credere. Del resto, in un mondo occidentale che si sta preparando – con più o meno disgusto, ma più che altro dovuto a fattori culturali – a consumare frittate di cavallette e insalate di larve del micidiale (per le palme) punteruolo rosso, una portata di meduse a breve non dovrebbe spaventare. Anche perché il cambiamento climatico e la progressiva riduzione dei loro predatori – delfini e tartarughe in particolare – stanno facendole proliferare. Nelle acque lungo le coste d’Europa la sola Mnemiopsis Leydi, introdotta attraverso Suez, raggiunge una biomassa di un miliardo di tonnellate, ricchissima di proteine. E allora, buon appetito.