Dopo il recupero in gommone è intervenuto il Pegaso
Dopo il recupero in gommone è intervenuto il Pegaso

Livorno, 6 settembre 2019 - Incinta di otto mesi, è stata morsa da una vipera. Preoccupano le condizioni della donna e del nascituro. Nel pomeriggio è stata valutata anche la possibilità di un cesareo per scongiurare i rischi. Erano le 14.30 quando la giovane turista è stata morsa da una vipera a Spiaggia Lunga. Una giornata di mare in uno dei tratti più belli (ma selvaggi) della costa che va da Baratti a Calamoresca si è trasformata in un incubo per una 37enne di San Giuliano Terme. La donna intorno alle 13 si trovava con il compagno in spiaggia, faceva caldo e considerate anche le sue condizionihanno deciso di mettersi all’ombra nella pinetina. Ma ad un tratto da sotto un sasso, forse infastidita dall’arrivo dei due, è schizzata fuori una vipera che ha morso la donna alla caviglia. Un pericolo per lei, ma anche e sopratutto per il bambino. Immediatamente sono stati allertati i soccorsi, ma non c’era tempo da perdere. L’intervento via terra sarebbe stato più problematico e lungo.

Così il 118 ha allertato la Capitaneria di porto di Piombino che ha inviato un gommone. Il mezzo più agile si è avvicinato fino alla spiaggetta per far salire la donna, e a velocità non troppo elevata, considerato anche il maestrale e il mare leggermente increspato che non rendevano agevole il trasporto di una persona in gravidanza, si è diretto verso la banchina del porto di Salivoli. A Salivoli ad attendere la donna c’era un’ambulanza del 118 della Misericordia di Piombino che ha trasportato la donna morsa dalla vipera al piazzale dell’elisoccorso dell’ospedale di Villamarina. Anche in questo caso ad attendere la donna, agitata e preoccupata per le condizioni della creatura che porta in grembo, c’era l’elisoccorso Pegaso che ha condotto la trentasettenne all’ospedale di Grosseto.

Una catena di soccorsi che ha permesso alla donna di essere soccorsa in tempi relativa mente rapidi, considerato dove si trovava, in un punto della costa di non facile e rapido accesso. La donna non ha mai perso conoscenza ma le sue condizioni con il passare del tempo si stavano facendo più preoccupanti e gravi, soprattutto per il nascituro. Alle 15.40 l’elisoccorso è partito da Piombino. A Grosseto i medici hanno deciso il tarsaferimento all’ospedale Le Scotte di Siena, dotato di terapia intensiva neonatale. Qui si è valutata la possibilità di un cesareo per sottrarre il bambino al rischio del veleno del rettile, ma gli accertamenti hanno consigliato ai medici di attendere in quanto il pericolo non è apparso imminente. Le condizioni della paziente, costantemente monitorata, comunque in serata sono migliorate.

m. p.