Lonzi
Lonzi

Livorno,  23 dicembre 2019 - La Conferenza dei Servizi in Regione Toscana all'unanimità ha respinto l'istanza per il rinnovo dell'autorizzazione integrata ambientale per l'impianto ex Lonzi a Livorno (oggi sotto il controllo della società Liveco), per anni operativo nel settore del trattamento e smaltimento dei rifiuti solidi urbani. L'impianto che si trova in via del Limone 76 è circondato da aree agricole e abitazioni. Inoltre da quasi due anni è inattivo perché sequestrato e mesi dopo dissequestrato (insieme all'impianto Rari sempre a Livorno) per ordine della Direzione Distrettuale Antimafia di Firenze. Tutto questo è avvenuto per un presunto traffico illecito di rifiuti in arrivo da tutta Italia.

Esultano ora i residenti della zona, riuniti nel Comitato Borgo Mediceo, da anni in lotta per chiederne la chiusura, invocando il diritto alla tutela dell'ambiente e della salute. "Siamo felici per questo risultato, ma ora vogliamo garanzie per lo smantellamento dell'impianto e la bonifica dei terreni".
"Si chiude una partita difficile per la nostra città e contestualmente se ne apre un’altra, ancora più complessa, quella della bonifica dell’area. - ha infatti dichiarato anche l’assessora all’ambiente del Comune Giovanna Cepparello - Da tempo seguiamo con preoccupazione la situazione di questo impianto in stato di abbandono. Qui ci sono ancora cumuli di rifiuti che giacciono nei piazzali esposti alle intemperie e potenzialmente dannosi per la salute pubblica. A fine novembre, dopo la segnalazione dello sversamento di acque rosse nel vicino rio Cignolo, abbiamo chiesto l’intervento di Arpat che ha rilevato una situazione preoccupante legata al dilavamento dei rifiuti con le piogge. E’ quindi fondamentale ora riuscire a bonificare la zona dove ha sede l’impianto. Questa sarà la priorità sulla quale lavoreremo insieme alla Regione".

La Conferenza dei servizi ha dunque negato il rinnovo dell'Aia "per la mancanza di informazioni tecniche, - questa è la motivazione - che non sono state fornite da Lonzi Liveco e per l'incompatibilità urbanistica dell'impianto che il Comune ha rilevato in sede di Conferenza dei Servizi. Questa condizione non permette di confermare nell’area alcuna attività di trattamento e smaltimento rifiuti". Su quest'ultimo punto un passo decisivo fu fatto dalla passata amministrazione che introdusse nel nuovo piano strutturale vincoli stringenti per escludere dal territorio livorne attività inquinanti come la ex Lonzi. 

Monica Dolciotti