Quotidiano Nazionale logo
il Telegrafo Livorno logo
Quotidiano Nazionale logo
il Telegrafo Livorno logo
10 set 2017

Livorno, nubifragio e morti, racconto di una città ferita: "Come in guerra"

Esondano i piccoli corsi cittadini diventati fumi in piena. Sei morti accertati, tra cui un'intera famiglia. Danni per milioni: pali della luce divelti, auto trascinate via / DIRETTA FACEBOOK

10 set 2017
francesco marinari
sfcd
Distruzione in via Mondolfi a Livorno, la gente cerca di salvare il salvabile
sfcd
Distruzione in via Mondolfi a Livorno, la gente cerca di salvare il salvabile

Livorno, 10 settembre 2017 - Una città che ha i colori del fango, una città che ha i colori della morte e della disperazione. Livorno è travolta da un nubifragio tragicamente record , un nubifragio che ha ucciso e fatto milioni di danni .

image

Una pioggia violentissima, che per circa un'ora e mezza ha flagellato la città. Tanto è bastato perché i piccoli corsi d'acqua labronici esondassero, provocando sei morti tra cui un'intera famiglia , adesso completamente distrutta. Fiumiciattoli , rigagnoli che in questa estate caldissima sono andati completamente in secca. E che ora invece esondano . Il palazzo in cui è morta la famiglia di quattro persone è stato intanto sequestrato dalla procura di Livorno , che ha aperto un'inchiesta. 

Rivedi la diretta dal PalaModigliani, quartier generale della Protezione civile

L'acqua non ha fatto distinzioni, è scesa dai monti e ha travolto tutto: il cimitero dell'Ardenza , i palazzi della pregevole zona residenziale di via Pacinotti. Ha divelto un traliccio dell'elettricità, ammassato le macchine come gli è parso. E fatto risvegliare la città in un incubo senza fine, da cui adesso i livornesi cercheranno di svegliarsi e rialzarsi. Mentre il sindaco Nogarin dice: "Tragedia non annunciata" - LEGGI  

MONTENERO_25244907_141540

I MORTI - A perdere la vita nell'appartamento semi-interrato travolto dall'acqua in viale Nazario Sauro sono Simone Ramacciotti e la moglie Glenda , con il figlioletto Filippo e il padre di Simone , Roberto. Proprio Roberto ha salvato eroicamente l'altra figlia della coppia, poi è tornato a cercare di salvare il resto della famiglia ed è stato anch'esso travolto senza scampo. Un uomo di 74 anni è stato trovato morto in via Sant'Alò, non lontano da via di Popogna. Un'altra persona è stata trovata morta nella zona collinare di Montenero, in via della Fontanella

image

VIALE NAZARIO SAURO - E' qui l'epicentro del lutto e della disperazione. Viale Nazario Sauro collega la città al mare e arriva fin davanti all'Accademia Navale. E' qui, in una palazzina stile libery con un piano più in basso rispetto alla strada, che ha perso la vita la famiglia Ramacciotti. Intorno alle 3 la tragedia. Il Rio Maggiore, che scorre interrato nella zona, esonda e la sua forza travolge tutto.

image

Esce dall'alveo e si riversa nel giardino della famiglia. Entra nell'appartamento e non ha pietà per i coniugi Ramacciotti e per uno dei due figli. Il nonno, che vive al piano di sopra, riesce a scendere e salvare l'altra figlia della coppia. Poi anche lui viene sopraffatto dall'acqua. Nessuno può fare niente in quell'inferno di fango che arriva all'improvviso. Il giardino di casa diventa una palude.

Il giardino condiminiale di via Ghisleri

La macchina di famiglia, gli arredi, le fioriere, i giochi dei bambini, la depandance: tutto viene coperto dalla melma e il paesaggio è spettrale. Come in una triste processione, fin dal primo mattino i livornesi vanno di fronte a quella casa per un pensiero e una preghiera. I vicini di casa hanno le lacrime agli occhi mentre nei palazzi vicini, anch'essi travolti dalla furia delle acque, si spala il fango per cercare di salvare il salvabile. 

image

IL CIMITERO DI ARDENZA - Poco a monte della casa della tragedia, l'onda di piena ha fatto altri gravissimi danni. E' crollato il muro del cimitero di Ardenza . L'ondata di piena ha superato la vegetazione e gli alberi, si è riversata in via di Popogna e ha fatto crollare il muro del camposanto come un castello di carte. Poi è entrata tra le tombe e nei laboratori annessi dei marmisti, provocando gravissimi danni ai macchinari . "Quei laboratori erano un gioiello", dice un lavoratore con le lacrime agli occhi mentre spala il fango con una piccola escavatrice , mentre altri gli danno manforte e cercano di salvare il salvabile allontanando la marea di melma con uno spazzolone. 

I TRE PONTI E IL RIO ARDENZA - E' il Rio Ardenza l'altro flagello della città. Scorre fino al mare, alla zona dei Tre Ponti, famosa perché luogo perfetto per il surf e il kite surf. L'ondata di piena anche qui non ha risparmiato niente, neanche i chioschi e i baracchini che d'estate sfornano panini a ripetizione per i turisti e per gli amanti del mare. I gestori spazzano via il fango , cercano di salvare gli arredi e le suppellettili. Riapriranno abbastanza in fretta, ma nei loro occhi c'è la paura di una fine stagione di terrore. Più avanti, i famosi " Tre Ponti ", così si chiama il ponte a varie arcate che è la foce del fiume, sono devastati: una gran parte della spalletta non esiste più, travolta dalla piena, mentre ai pali della luce sono rimasti impigliati canne e altri detriti. 

TRA AUTO DISTRUTTE E PALI DELLA LUCE SRADICATI - Camminando dai Tre ponti verso l'interno, lungo le sponde del Rio Ardenza, il paesaggio è spettrale: auto trascinate dai parcheggi nel letto del fiume, un traliccio dell'elettricità divelto come un giocattolo e trascinato via . I vigili del fuoco sommozzatori lavorano qui come altrove per cercare eventuali corpi, eventuali dispersi. La furia dell'acqua potrebbe aver portato via chiunque, mentre diversi curiosi guardano il lavoro dei pompieri e sperano che no, non ci sia da piangere altri morti. 

VIA PACINOTTI - In via Pacinotti l'epicentro del dramma. I palazzi sono stati costruiti tutti a pochissimi metri dal Rio Ardenza . I parcheggi condominiali sono invasi dall'acqua. Il fiume, come in uno scherzo beffardo, ha raccolto tutte le macchine in uno dei cortili vicino al mare. "Stiamo cercando di recuperarle, forse la mia funziona ancora - dice una abitante mentre osserva il carro attrezzi intervenuto  - E' accaduto tutto intorno alle 3.30, ho visto l'onda di piena, ha lambito il mio terrazzo al primo piano".  Più a monte , dal civico 30 in poi, quasi all'intersezione con via Ravizza , la Protezione Civile lavora per portare in strada diverse persone rimaste intrappolate ai piani alti delle case. "Ce la siamo vista brutta, l'acqua è arrivata a uno scalino da noi - dice un uomo appena portato in salvo dal Nucleo Saf dei vigili del fuoco - Chi ci ha salvato è stato molto bravo nel fare il suo lavoro". 

VIA MONDOLFI - E' un altro dei luoghi più colpiti. Siamo a monte di via Pacinotti. Qui il Rio Ardenza passa sotto la grande campata del passaggio ferroviario. Poi c'è il ponte del traffico veicolare: è stato completamente saltato dall'ondata di piena, che ha rotto gli argini, trasformato in una palude i giardini delle case. E soprattutto distrutto i garage a livello del fiume, quelli che si affacciano su via Ghisleri . Gli abitanti, dopo il primo sconforto, sono andati ai loro garage, hanno tirato fuori dal fango i loro averi , cercando quindi di salvare il salvabile. E intorno all'ora di pranzo sono a decine a darsi una mano , a pulire, a cercare di far tornare tutto come prima. Ma è difficile , anche perché anche qui le auto sono state ammassate dall'acqua. Macchine ormai inservibili, coperte dal fango, con la carrozzeria distrutta mentre l'acqua le sbatteva da una parte all'altra. 

Cronache da una città ferita che cerca di risollevarsi, mentre anche il mare, il mare azzurro di Livorno, dove tutti detriti sono finiti, è diventato marrone. Un marrone spettrale, fatto di danni e morte. 

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?