Livorno, 14 febbraio 2018 - «Ha scelto questa data non a caso, voleva impedire a Francesca di festeggiare San Valentino con il suo nuovo amore. Voleva che lei fosse sua per sempre». «Se ci fossero state le bambine probabilmente avrebbe ucciso anche loro».

Omicidio-suicidio, uccide la moglie a coltellate / VIDEO / FOTO

Ne sono convinte le amiche più intime di Francesca. E ora non si danno pace. Massimiliano era ossessionato dalla ex moglie. Lo era ancora, nonostante negli ultimi mesi avesse dato a vedere di aver capito la lezione, avesse smesso di seguirla, di telefonarle giorno e notte, di implorarla e minacciarla insieme. Una discesa agli inferi che a metà 2016 aveva costretto lei a denunciarlo. L’ordinanza del gip di Livorno era arrivata nel giro di poco: custodia cautelare per un anno e quattro mesi ai domiciliari, con fine pena il 17 novembre 2017. «Dal 17 novembre, totalmente libero, non ha evidenziato ulteriori condotte persecutorie nei confronti della ex moglie», confermano i carabinieri del nucleo operativo livornese.
 
Massimiliano, però, aveva ancora un giudizio pendente, per una segnalazione che i vicini di casa di Francesca avevano fatto a luglio. Lo avevano visto passare sotto casa di lei, a Nibbiaia, sulle colline di Rosignano. Un piccolo borgo dove tutti si conoscono. Francesca l’avevano vista crescere, diventare donna. Poi mettere su casa vicino ai suoi, sposa radiosa di Massimiliano. Era nata la prima bambina, poi la seconda. Ma la felicità pian piano aveva iniziato a sgretolarsi, coi problemi di lavoro di lui e la sua gelosia, sempre più ossessiva, possessiva. Sempre più asfissiante. Il paese aveva fatto da cordone protettivo alla giovane mamma, quando le cose si erano messe male. Il vicinato aveva alzato la guardia quando lui da marito si era trasformato in stalker. Vigilando ogni sua mossa, ogni suo tentativo di avvicinarsi a lei. Ma da novembre l’incubo sembrava finito. Voleva crederci anche Francesca. Lei rassicurava i genitori, le amiche, le colleghe e i titolari dello studio dentistico. «Ora Massimiliano è più tranquillo». Voleva crederci, Francesca, di poter ricominciare a vivere e ad avere un rapporto normale con quell’uomo che non amava più ma rimaneva pur sempre il padre delle sue piccole.
 
Voleva crederci tanto che ieri mattina, mentre si trovava da sola nello studio dentistico, gli ha aperto la porta. Scoprendo che quella calma era apparente. Quiete prima della tempesta alla vigilia di San Valentino. Non era prevedibile – dicono gli inquirenti – tutto quello che la giustizia poteva fare, almeno in questo caso era stato fatto. «Doveva restare un anno e mezzo in detenzione domiciliare e non ha avuto scontato neanche un giorno». Proprio per capire se questa esplosione improvvisa di violenza sia stata in qualche modo provocata da un qualche stato di alterazione, sul cadavere dell’uomo saranno disposti test tossicologici. Per vedere se fosse ubriaco o drogato. Per dare una spiegazione all’orrore.