Le misure imposte dalle normative anti Covid per gli stabilimenti balneari, come prevedibile, stanno penalizzando soprattutto i bagni in muratura rispetto a quelli sugli arenili dove gli spazi sono più ampi e si riesce a gestire con meno tagli e meno fatica il distanziamemto tra i bagnanti. Sul litorale livornese gli storici bagni ‘di città’...

Le misure imposte dalle normative anti Covid per gli stabilimenti balneari, come prevedibile, stanno penalizzando soprattutto i bagni in muratura rispetto a quelli sugli arenili dove gli spazi sono più ampi e si riesce a gestire con meno tagli e meno fatica il distanziamemto tra i bagnanti. Sul litorale livornese gli storici bagni ‘di città’ quali il Tirreno, o il Lido, hanno dovuto ridurre gli ombrelloni del 30-40% per essere in regola con le prescrizioni. "Con sacrificio si intende – ci dice Riccardo Ganni che gestisce il Bagno Lido – e facendo sconti sulle tariffe perché almeno noi abbiamo deciso di mantenere il legame con i vecchi abbonati per tutta la stagione con tariffe tagliate tra il 30-40%, garantendo cabine e posto con sdraio o lettini, ma l’uso dell’ombrellone a giorni alterni. Per il distanziamento ci siamo organizzati tagliando le postazioni e comunque i nostri bagnanti sono disciplinati sia sotto gli ombrelloni che negli spazi comuni. Il personale del bagno non ha problemi a far rispettare le norme anti Covid". Una flessione però di abbonati sui posti rimasti disponibili c’è stata. "Perciò da lunedì abbiamo iniziato a vendere biglietti giornalieri, massimo 100 al giorno fino al venerdì. Sabato e domenica entrano solo gli abbonati". Al Bagno Tirreno di Gianfranco Giachetti c’è preoccupazione. "Il distanziamento non è un problema perché lo spazio non manca. Certo abbiamo perso una percentuale di clienti perché il numero di ombrelloni è ridotto. Siamo stati i primi però ad aprire a giugno e a consentire gli ingressi giornalieri. Tuttavia c’è ancora paura tra i bagnanti. Il Covid condiziona psicologicamente specie gli anziani alcuni dei quali non verranno. Altri per problemi economici".

Monica Dolciotti