Christian Volpi
Christian Volpi

Livorno, 15 maggio 2021 - «Il bimbo sta meglio, durante la notte è rimasto stabile i parametri vitali sono buoni. Mio figlio è forte". Roberto Volpi è il padre di Christian, il ragazzo di 22 anni che, alla mezzanotte di mercoledì, è caduto con lo scooter sulla rotatoria di Salviano mentre stava tornando a casa. Un incidente che gli è costato entrambe le gambe, amputate poco dopo all’ospedale di Livorno. "Se resterà stabile – continua il padre – dovrebbero spostarlo in ortopedia dove avrà una camerina tutta sua e dove i tantissimi amici che in questo ore stanno chiedendo di lui, potranno andare a trovarlo. Mio figlio ha bisogno di tutto l’amore possibile, ha bisogno dell’affetto dei suoi amici. Questa sarà la migliore cura per lui...".

Parole rotte dal pianto di quest’uomo, che a Livorno in molti chiamano ’Robertone’, la cui vita è stata squarciata da una immane tragedia. "In queste ore difficili – dice babbo Roberto – sto scoprendo una città, Livorno, dal cuore d’oro. Mi chiamano in tanti per aiutarmi, tantissimi messaggi di amici e conoscenti che vogliono dare una mano. Una generosità che non mi aspettavo. Sono colpito, stordito direi da questa catena di umanità e di solidarietà che mi dà forza". Roberto e Christian non solo padre e figlio, sono molto di più: amici. "Sono separato ma con la madre di Christian siamo in buoni rapporti - continua – ma il bimbo (così i livornesi chiamano i loro figli, a qualsiasi età, ndr ) è voluto stare con me durante il periodo di lockdown e da allora non è più andato via". Molto uniti oltre che dalla somiglianza fisica, da una grande passione: il canottaggio. Christian allenatore dell’Unione Canoisti livornesi e Roberto presidente del circolo di Tombolo. E affrontano insieme anche questa terribile sfida che la vita gli ha messo davanti: "Io penso solo a lui, a quello che ha dovuto provare quando gli è stato detto che non aveva più le gambe. E’ sempre stato cosciente e si è subito reso conto di cosa fosse accaduto".

Roberto è un uomo che affronta con grande dignità queste ore difficili: "Non auguro a nessuno di attraversare quello che stiamo passando. Nemmeno al mio peggior nemico". Nella voce di Roberto non c’è rassegnazione ma voglia di farcela, per Christian: "Io sono un artigiano, lavoro con la partita Iva e devo pensare a lavorare per vivere. Ma ho tanta gente che mi vuole e ci vuole bene e so che ce la faremo, tutti uniti. Ringrazio voi giornalisti che con le vostre testimonianze sensibilizzate l’opinione pubblica. In tanti si sono fatti avanti anche per comprare le protesi a mio figlio. So che sono stati raccolti soldi per aiutare Christian, grazie di cuore. Non saprò mai come ringraziare tutti". La raccolta fondi - che nel momento in cui scriviamo ha superato i centomila euro - è sulla piattaforma Gofund.me, all’indirizzo www.gofundme.com/f/raccolta-fondi-per-chri.