Dedicata a Gigliola Finzi, morta ad Auschwitz a pochi mesi, la nuova pietra d’inciampo per gli ebrei deportati di Livorno. Ricorda Gigliola Finzi, una piccola livornese di pochi mesi morta ad Auschwitz, la nuova pietra d’inciampo posta in via Verdi 25, in memoria della deportazione degli ebrei di Livorno avvenuta tra il dicembre 1943 e il gennaio 1944 per mano dei...

Dedicata a Gigliola Finzi, morta ad Auschwitz a pochi mesi, la nuova pietra d’inciampo per gli ebrei deportati di Livorno. Ricorda Gigliola Finzi, una piccola livornese di pochi mesi morta ad Auschwitz, la nuova pietra d’inciampo posta in via Verdi 25, in memoria della deportazione degli ebrei di Livorno avvenuta tra il dicembre 1943 e il gennaio 1944 per mano dei nazi-fascisti. Tra le iniziative per il Giorno della Memoria, martedì 26 gennaio, un omaggio floreale sarà deposto in prossimità di questa nuova stolpersteine, nel corso di una cerimonia organizzata dalla Comunità di Sant’Egidio insieme al Comune di Livorno l’iniziativa, realizzata in collaborazione con la Diocesi, la Comunità Ebraica e con Istoreco. Le pietre d’inciampo o stolpersteine, create dall’artista tedesco Gunther Demnig, sono piccoli blocchi di pietra, ricoperti da una lastra di ottone sulla quale è riportato il nome, l’anno di nascita, il giorno ed il luogo della deportazione, la data di morte. I blocchi sono “incastonati” nella pavimentazione dei marciapiedi per segnalare i luoghi in cui vivevano o lavoravano uomini e donne, arrestati, deportati e uccisi nei campi di concentramento e di sterminio creati dal regime nazista. Parte del tessuto urbano di Livorno dal 2012, con quella impiantata quest’anno sono 18 le pietre collocate in città dalla Comunità di Sant’Egidio che ne ha promosso l’installazione quale omaggio ai concittadini di religione ebraica vittime della deportazione tra la fine del 1943 e l’inizio del 1944. Per Gigliola Finzi quella pietra indica l’ultima abitazione della sua famiglia prima della deportazione. Saranno presenti le autorità civili e religiose, la Comunità di Sant’Egidio, la Comunità Ebraica e due classi della scuola primaria “Benci”. Per consentire lo svolgimento dell’iniziativa in condizioni di sicurezza sono in vigore una serie di modifiche alla viabilità.