Il sindaco Samuele Lippi
Il sindaco Samuele Lippi

Cecina, 8 ottobre 2019 - Il sindaco Samuele Lippi scrive una lettera aperta indirizzata a tutti parlamentari, per chiedere a tutti loro «un sussulto di dignità. Se la legge non è chiara dato che gli aggressori dei tutori dell’ordine pubblico possono tornare a circolare liberamente come è accaduto a Cecina, allora che vengano messe da parte le troppe leggi da campagna elettorale. Che il Parlamento faccia il suo dovere come lo hanno fatto gli agenti che sono morti (a Trieste, ndr). Sbagliare è umano, perseverare è diabolico. Svegliatevi".

Lippi, a capo della giunta di centrosinistra, invoca un cambio di passo affinché le leggi dello Stato prevedano provvedimenti più severi nei confronti di chi aggredisce i tutori della legge, come i due agenti uccisi a colpi di pistola nella questura di Trieste da un cittadino dominicano, ma anche nei confronti di chi ha colpito altri due agenti a Cecina la notte fra i 3 e 4 ottobre, in via Fittovecchio. Qui un cittadino russo di 41 anni, Yuri Bogdonov, prima ha colpito alla gola un agente sferrandogli un pugno. Subito dopo con un calcio ha colpito al petto una poliziotta che ha riportato un’ischemia per il trauma ed è stata ricoverata all’Utic a Livorno dove è ancora sotto osservazione. L’aggressore dei due agenti all’udienza per direttissima di sabato è stato rimesso in libertà con il solo obbligo di firma. Questa decisione del giudice ha sollevato un’ondata di reazioni, l’ultima delle quali quella del sindaco Lippi.

Sempre il primo cittadino di Cecina nella lettera aperta ricorda: «Nel giugno 2016 due agenti della municipale in servizio per i controlli al mercato, fermarono un uomo per commercio abusivo. Non appena uno dei due agenti si qualificò l’uomo lo aggredi e ne nacque una violenta colluttazione. Arrivano altri venditori abusivi e uno di questi provò a sfilare la pistola all’agente. Non ce la fece anche perché, su proposta dello stesso corpo di polizia municipale, gli agenti furono dotati di pistole e fondine sicure. Ma quello che sarebbe potuto succedere mi tormenta ancora in mente, tanto più adesso dopo il caso di Trieste». In quella circostanza «la sera gli agenti uscirono dalla caserma ed ebbero 15 giorni di prognosi; l’aggressore uscì libero pur se già in possesso del foglio di via». Poi l’episodio accaduto alla pattuglia del commissariato di Cecina fra il 3 e 4 ottobre.

"L’aggressore è a casa solo con l’obbligo di firma. Ho allora fatto visita alla poliziotta in ospedale per esprimere a lei e ai suoi colleghi tutta la mia solidarietà. - riferisce Lippi - lei potrà tornare a casa dai suoi cari, ma nei suoi occhi ho letto, come già mi è capitato , quel senso di frustrazione provocato dall’applicazione di una legge che non sostiene il lavoro di contrasto all’illegalità, rimettendo in libertà chi già doveva essere andato via dall’Italia, o chi già altre volte è stato arrestato per aggressione e violenza». Conclude Lippi. «Oggi l’ex ministro dell’interno Matteo Salvini si interessa a Cecina. Io gli scrissi subito dopo quel tragico episodio al mercato chiedendo collaborazione e maggiori risorse per le forze dell’ordine. Non ho mai avuto risposta".

Monica Dolciotti