Corsini
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Livorno, 9 febbraio 2019 - Il silenzio  assoluto di palazzo Rosciano sulla delicata vicenda dell’uso delle banchine pubbliche – per la quale si è da settimane in attesa del pronunciamento della Procura della Repubblica relativamente all’inchiesta in corso – è stato improvvisamente interrotto. Ieri l’Autorità di sistema ha diramato un’ordinanza che rivede sostanzialmente l’uso fino a poco tempo fa generalizzato e che aveva consentito all’armamento Grimaldi di installare il famoso ‘gazebo’, fatto poi sequestrare dall’Autorità marittima. L'ordinanza, la n.4 del 2019, stabilisce che l’utilizzo delle aree e banchine pubbliche per tutte le operazioni portuli, compreso stoccaggio dei tir e semirimorchi, deve essere autorizzato dall’Adsp in base a una richiesta da presentarsi almeno 72 ore prima. La richiesta-istanza deve allegare anche un piano completo delle operazioni con l’impegno di impiegare più turni possibili, in modo da liberare banchina e aree al più presto.

Si stabiliscono anche canoni e modalità varie tutte molto restrittive. Senza alcuna pubblicità invece palazzo Rosciano ha risposto ieri picche alla richiesta della società Sdt (Grimaldi e Neri attraverso Sintermar, Gip attraverso Tdt) di prorogare la concessione sugli accosti pubblici della Darsena Toscana dove era stato realizzato il terminal ‘provvisorio’ ro/pax.  La concessione che tanti problemi ha innescato è scaduta ieri, ma già nei giorni scorsi era stata negata la proroga. Da Genova (Ship2Shore) è arrivata la conferma che Sdt aveva subito ricorso al Tar, che ha concesso la sospensiva del ‘niet’ dell’AdSP fissando l’udienza nel merito al 19 febbraio.

Le ipotesi che si avanzano in porto sono varie. Se il Tar non dovesse annullare la decisione di Corsini e Provinciali di negare il rinnovo, tutta l’area contestata dovrebbe essere liberata rapidamente dalla Sdt, con possibili conseguenze negative anche per i traffici di Grimaldi. In alternativa, a questi ultimi l’ordinanza di ieri concederebbe solo accosti di volta in volta, o pianificati ma con le nuove e molto più restrittive regole.