Piombino (Livorno), 7 gennaio 2018 - Anche dal mare possono arrivare posti di lavoro. A pieno regime, il porto turistico della Chiusa di Pontedoro, si calcola che resca a dare impiego a circa 400 persone, tra diretti e indotto.

Si tratta del resto di investimento importante da 80 milioni di euro. Via ai lavori in autunno e conclusione entro il 2021. Un progetto articolato che guarda al futuro, come è stato spiegato a metà dicembre dal presidente Lio Bastianini. Ma se in questi giorni abbiamo osservato come da un altro settore legato al mare – l’itticoltura – già sono a regime un centinaio di posti di lavoro, è interessante vedere come questo nuovo progetto potrebbe aiutare a diversificare realmente l’economia. Un investimento che ha l’obiettivo di dare un forte impulso all’acquacoltura e di creare uno spazio adeguato alla flotta pescherecci che verrebbe sposta completamente, a fianco anche un mercato ittico per chiuder la filiera.

Ecco quindi nel dettaglio la Cooperativa La Chiusa di Pontedoro cosa prevede come ricaduta occupazionale. Per l’area portuale dove sono previsti 652 posti barca per un investimento di 26 milioni di euro si parla di 8 - 13 persone fisse in bassa stagione che potrebbero diventare fino a 25 in alta stagione.

Nell’area pescatori la previsione di indotto è considerata "variabile e sviluppabile tramite attività inerenti al mercato del pesce, all’acquacoltura e al pescaturismo", con una previsione minima ricalcolata con la flotta di zona (piccola pesca e paranze) "50 persone occupate".

Area cantieristica – investimenti 25 milioni – una superficie dedicata per 8-9 ettari, 20mila metri quadrati di capannoni, si presume un’occupazione a pieno regime dalle 60 alle 70 unità, variabili in funzione delle varie attività, con possibilità di incremento. E ancora la nautica sociale con circa 200 posti barca. «Anche se il sociale è spesso assistito dal volontariato, un’area di un ettaro con 4 associazioni così importanti e diversificate nelle proprie funzioni, è presumibile un’assunzione giovanile minimo di 2 unità fisse e con una ricaduta occupazionale estiva di 6-8 unità» evidenzia la società La Chiusa. In totale quindi a pieno regime, è previsto un impegno occupazionale minimo di 300-400 occupati, non calcolando percentuali di indotto verso la città.

m.p.