Livorno, 9 gennaio 2019 - Fronte compatto degli studenti del liceo Enriques, che questa mattina – per il terzo giorno consecutivo – hanno invaso le strade che da via della Bassata portano al palazzo della Provincia. Ieri, insieme al docente Lamberto Giannini, si è svolta anche una partecipata ‘lezione all’aperto’ di fronte a Palazzo Granducale per sottolineare una volta di più la necessità e l’urgenza di una sede adeguata. Cori e striscioni, un fiume in piena. E una certezza: "Più aule e meno pomeriggi".

Il punto chiave, il trasferimento dei ragazzi ‘saltato’ al rientro dalle vacanze di Natale. Da tempo non si riesce a trovare una soluzione definitiva ai problemi strutturali del plesso scolastico. La Provincia – ente cui spetta ancora la gestione delle scuole superiori – aveva inizialmente pensato di spostare alcune classi nella succursale di via Calafati, salvo poi scoprire che la struttura non rispetta in pieno le norme anti incendio e i vigili del fuoco ne ‘sconsigliano’ l’utilizzo. «Andremo avanti a oltranza nei prossimi giorni, sempre con lo stesso modus operandi: corteo da via della Bassata e arrivo in Provincia. Domani (oggi, ndr) speriamo di essere ricevuti, sarebbe importante un tavolo tecnico. Avevamo scritto il 3 gennaio al comando dei vigili del fuoco – spiega Pietro Grassi, rappresentante d’istituto dei ragazzi – Sapevamo che c’erano alcuni documenti mancanti e abbiamo chiesto rassicurazioni. Una lettera nella quale, a nome di 1200 ragazzi, si chiedeva ‘un intervento da parte di un’autorità come la vostra, in grado di valutare le condizioni dell’edificio di via Calafati.’ Salvo scoprire, pochi giorni dopo, con una mail della scuola che all’orizzonte c’erano i doppi turni e che ‘le lezioni delle classi assegnati alla scuola Calafati si svolgeranno, in emergenza, in sede e con orario pomeridiano’». Insomma, si va allo scontro. Visto che i ragazzi annunciano cortei e manifestazioni almeno fino a sabato.

"VOGLIAMO dare un segnale forte e chiaro, cioè che non ci sposteremo senza una risposta adeguata. L’orario che l’istituto sta mettendo a punto su 5 giorni è una risposta interna, non sufficiente. Perché deve essere la Provincia a dare un segnale e una risposta esaustiva – prosegue – La richiesta del consiglio d’istituto sarebbe quella di una proroga per la struttura di Porta a Mare con un tetto a 180 persone. In questa vicenda emerge chiaramente un problema, la scarsa chiarezza e comunicazione. A farne le spese siamo noi".

Irene Carlotta Cicora