Livorno, 16 dicembre 2020 -  Un blitz della Guardia di Finanza di Livorno e Castiglioncello ha permesso di smantellare un sistema di gestione illegale di rifiuti, con connessa evasione fiscale in Alta Maremma. Sono 10 gli indagati, 3 dei quali sono stati sottoposti agli arresti domiciliari e denunciati per aver organizzato mediante due società una serie di traffici illeciti: almeno 5mila tonnellate di liquami sono finiti in un tombino. I militari delle Fiamme Gialle, con l'ausilio della sezione di polizia giudiziaria di Arpat di Firenze, su delega della Dda di Firenze, sono riusciti a ricostruire centinaia di sversamenti nella rete fognaria pubblica.

Sono stati sequestrati un impianto aziendale e 340.000 euro frutto del risparmio illecito derivante dall’attività criminale per il mancato smaltimento regolare. Le fiamme gialle hanno ricostruito un sistema collaudato a Rosignano per lo svuotamento di fognature, pozzi neri e fosse settiche di abitazioni e impianti industriali con smaltimento irregolare nella rete fognaria. Tutto è nato dalla segnalazione di alcuni cittadini infastitidi da maleodoranze avvertite nei dintorni delle loro abitazioni. I finanziari dopo i primi sopralluoghi hanno documentato come il rifiuti liquidi degli scarichi civili contenuto nelle autobotti della ditta che li prelevava, invece di essere conferiti negli impianti di smaltimento o recupero, venivano sversati direttamente in un tombino.

Le successive indagini infatti, svolte sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Firenze ed eseguite dai finanzieri anche con video-intercettazioni e localizzatori di precisione, hanno permesso di comprovare in soli tre mesi 143 sversamenti direttamente nella rete fognaria sotterranea pubblica effettuati mediante l’apertura del tombino collegato all’interno del piazzale di una azienda del settore. Sono 5.600 le tonnellate di rifiuti sversati in tre anni con un risparmio illecito di 340.000 euro.

L'ulteriore sviluppo delle indagini tecniche ha permesso di dimostrare come la stessa società all’interno di un’area preposta a regolare discarica (quella di Scapigliato) gestita da una seconda società, ha eseguito numerose operazioni di smaltimento illecito di fango di percolato che da appositi silos di contenimento veniva sversato sul fronte della discarica invece di essere smaltito con maggiori spese in impianti autorizzati.
Per 3 dei 10 responsabili della società in rimonta S.L. di 54 anni, S.C. di 50 anni e P.B. di 45 anni il GIP di Firenze ha disposto gli arresti domiciliari perché le loro condotte hanno denotato una pericolosità sociale tale da rendere probabile la reiterazione di analoghi comportamenti.

Allo stato attuale, in base a una preliminare ricostruzione relativa alla prima società di gestione di rifiuti, il mero raffronto tra le prestazioni di spurgo eseguite e quantificate per mezzo delle indagini tecniche e le fatture emesse e indicate nel sistema della fatturazione elettronica, ha permesso di appurare che la società stessa una Srl era solita incassare in nero due prestazioni di spurgo e scovolatura su tre, con una mancata dichiarazione di ricavi in tre anni stimata in oltre 1 milione di euro, più Iva evasa.