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10 apr 2022

"Rigassificatore La nostrra economia non può essere ignorata"

Rigassificatore, "il Governo non può ignorare la necessità di tutelare l’economia del territorio". Così il sindaco Francesco Ferrari è tornato sulla questione del rigassificatore dopo l’intervento del presidente Eugenio Giani. "Piombino ha un cuore grande. Lo ha dimostrato infinite volte, come, ad esempio, con la Costa Diadema, accolta dal nostro porto poiché reietta da tutti gli altri. Non ebbi problemi, quella volta, a dire sì, nonostante le criticità sanitarie. Ma eravamo in lockdown, il traffico era pressoché azzerato e quella nave rimase attraccata in banchina per poco più di due mesi – evidenzia Ferrari - mi permetto quindi di affermare che il presidente Giani sbaglia a paragonare quella scelta alle mie recenti esternazioni sulle gravi criticità che una nave rigassificatrice provocherebbe alla nostra città. Il nostro non è un no ideologico né preconcetto: siamo assolutamente consapevoli della delicata crisi politica ed energetica che sta attraversando l’Italia. Il presidente della Regione Toscana era presente alla riunione con Snam e Autorità portuale. Riunione nella quale, con chiarezza e trasparenza, avevamo affermato che il Comune di Piombino non sarebbe stato contrario al rigassificatore solo a fronte di garanzie sulla tutela dell’economia del territorio, del porto e della diversificazione in atto. In quella riunione, avevamo anche affermato che prima di ogni cosa il Governo avrebbe dovuto impegnarsi, con un atto scritto chiaro e incontrovertibile, per avviare le tanto attese bonifiche e risolvere l’annosa vertenza Jsw, facendosi così garante di quella transizione ecologica che ci auguriamo sia un reale progetto politico e non soltanto un’altisonante etichetta. Fummo chiari, in quella riunione, e ci parve pure di ricevere l’apprezzamento di Eugenio Giani che si era fatto, peraltro, portavoce della nostra richiesta e del Patto per Piombino. Quando abbiamo letto della decisione del Governo di piazzare il rigassificatore a Piombino senza nessuna delle preventive garanzie che avevamo chiesto non potevamo certo rimanere in silenzio. In sostanza, il ragionamento che convintamente ci guida è ancora una volta lo stesso: siamo disponibili solo a patto che non si sacrifichi l’economia del porto e sia sostenuta la riconversione ambientale".

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