Ristoranti e bar (foto di repertorio)
Ristoranti e bar (foto di repertorio)

Livorno, 3 maggio 2021 - Nonostante il clima incerto e poco favorevole, la voglia di stare al tavolo per gustare le pietanze preparate nei ristoranti ha spinto parecchie persone a lasciare casa nel primo ponte ‘festivo’ senza il divieto di uscire in questa seconda primavera segnata ancora dall’emergenza. Molti si sono riversati anche sul lungomare la mattina del 1 maggio finché il sole lo ha permesso. Ieri il forte libeccio ha limitato le gite al mare. Sono riapparsi negli alberghi anche alcuni clienti per il trofeo velico che si è disputato in questi giorni.

"Ma con prenotazioni – riferisce Gianni Vignoli di Federalberghi – inferiori a due anni fa". Certo, i ristoratori hanno avuto le mani legate perché costretti ad accettare prenotazioni sono per i tavoli all’esterno perché fino a giugno, come ha deciso di Governo, non si potrà mangiare negli spazi interni. Tuttavia per chi ha potuto sfruttare gli spazi esterni le cose non sono andate male.

Lo conferma Beppe Mancini (detto Beppino) del ristorante La Barcarola, portavoce dei ristoratori affiliati a Confcommercio. "Premetto che sono solidale con i colleghi che non hanno potuto riaprire all’esterno perché sprovvisti del necessario spazio per farlo. Detto questo, tutti i ristoranti aperti con i tavoli messi fuori hanno avuto prenotazioni. Certo, il fatto di dover tenere i clienti all’esterno ha creato qualche problema. Il 1 maggio con la pioggia che ha fatto la sua comparsa dopo le 14 e oggi (ieri, ndr) il forte libeccio hanno condizionato gli operatori e i clienti. Io per fortuna ho un giardino e una grande terrazza dove ho sistemato i clienti e mi sono attrezzato anche per la sera, però ripeto questo inizio di maggio anomalo, più autunnale che primaverile non facilita le cose".

Beppino fa poi una riflessione: "Ho la sensazione che dopo il lungo periodo di limitazioni e segregazione in casa, la gente abbia bisogno come di una sorta di riabilitazione psicologica per riprendere l’abitudine alla vita di sempre e alla convivialità. Ma sopratutto per scrollarsi di dosso la paura del contagio che condiziona tante persone non invogliandole a uscire. Chi vuole venire al ristorante chiede se c’è il distanzamento tra i tavoli".

Rossana Pernice della Vecchia Senese (affiliata Confesercenti): "La voglia di uscire ha fugato ogni dubbio. Avevamo il timore che non ci fossero molte prenotazioni per il 1 e il 2 maggio, invece le cose sono andate meglio del previsto. Abbiamo avuto anche qualche straniero". Conclude: "La riapertura ci ha galvanizzato e ci ha permesso di richiamare a lavoro tutti i nostri dipendenti che erano in cassa integrazione".

Monica Dolciotti