I ristoratori toscani a Roma
I ristoratori toscani a Roma

Livorno, 23 febbraio 2021 - Oltre un centinaio di ristoratori di Livorno e provincia hanno partecipato ieri alla manifestazione nazionale davanti a Montecitorio organizzata da Associazione tutela nazionale imprese cui ha aderito anche Ristoratori Toscana.

Le gravi conseguenze economiche dovute alle chiusure e limitazioni decise a suon di Dpcm per l’emergenza coronavirus ha portato alla mobilitazione. La goccia che ha fatto traboccare il vaso: l’ultimo stop ordinato per domenica 14 febbraio giorno di San Valentino "con poche ore di preavviso, con i ristoranti al completo - hanno ricordato i ristoratori livornesi - e gli acquisti di materia prima già fatti". "Le nostre rivendicazioni sono poche ma precise - ha spiegato Fabio Sanna coordinatore per Livorno e provincia di Ristoratori Toscana - ovvero essere autorizzati anche alle aperture serali, il pagamento dei ristori di gennaio e febbraio parametrati sugli introito del gennaio e febbraio 2020".

Sanna, Naccari e altri ristoratori al presidio a Roma

Una delegazione ristretta dei manifestanti è stata ricevuta al ministero dello sviluppo economico. "Speravano in un incontro a più alto livello. - ha detto deluso Sanna - Tuttavia siamo stati ascoltati, ma resteremo a Roma fino a quando non saranno pagati i ristori, fino a che non sarà pagato il bonus per la filiera corta a sostegno dei ristoratori che con i loro acquisti hanno sostenuto i produttori italiani. Resteremo a Roma finché non sarà autorizzata l’apertura a pranzo e cena dei ristoranti con tutte le cautele del caso e questo in zona gialla. Non vogliamo più la classificazione in zona arancione. Accettiamo solo la zona rossa per motivi sanitari e con risorti adeguati".

Così Fabio Sanna titolare della Cantina Senese con Francesco Burini titolare della Stuzzicheria di mare sempre di Livorno, si sono uniti al gruppo di ristoratori rimasti a Roma. "Eravamo stati autorizzati a restare davanti a Montecitorio 24 ore su 24 fino a che fosse stato necessario. - ha raccontato sempre Sanna - Invece questo nulla osta ci è stato revocato. Così manterremo il presidio dalle 5 del mattino alle 22 a oltranza". Gabriella Pizzi, titolare della Trattoria Aia della Vecchia a Nibbiaia, ci ha detto: "Ho perso l’80% del fatturato dal marzo 2020. In percentuale ho ricevuto ristori per nemmeno 5000 euro. A San Valentino avevo prenotazioni nella speranza di poter lavorare. Poi la doccia fredda della chiusura. In quel momento ho pensato che era arrivata la fine. O ci aiutano, o chiudiamo. Siamo venuti a Roma per questo".

Monica Dolciotti